Sacerdote accusato di abusi su minore ministrante: ammessa la parte civile
Prima udienza preliminare al Cedir nel procedimento a carico del sacerdote Luigi Grisi: il giudice Treglia accoglie la costituzione della persona offesa e dell’associazione “La Caramella Buona”. La difesa chiede il rito abbreviato condizionato all’audizione della vittima
Si è aperta oggi, davanti al giudice per l’udienza preliminare dottor Treglia, una fase cruciale del procedimento penale a carico di Luigi Grisi, il sacerdote arrestato nel 2025 dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale ai danni di un minore. L’udienza, celebrata al Cedir, segna un passaggio decisivo per la ricostruzione dei fatti e l’accertamento delle responsabilità.
Il religioso è indagato per episodi che, secondo l’accusa, si sarebbero verificati tra il 2015 e il 2016 e sarebbero proseguiti fino al 2020, anche dopo il raggiungimento della maggiore età da parte della vittima, all’epoca sedicenne. L’inchiesta ha inoltre evidenziato come, nonostante un successivo trasferimento in una parrocchia della provincia di Cosenza, il sacerdote avrebbe continuato a svolgere attività a contatto con minori.
Secondo la ricostruzione investigativa, il sacerdote avrebbe approfittato del proprio ruolo e della fragilità familiare del giovane per instaurare un rapporto ambiguo, inizialmente caratterizzato da attenzioni e adulazioni, poi degenerato in abusi sessuali consumati in luoghi appartati della struttura ecclesiastica. La vittima, coinvolta nelle attività pastorali della parrocchia reggina, sarebbe stata progressivamente manipolata sul piano emotivo e spirituale, sviluppando un legame di dipendenza nei confronti di quella che percepiva come una figura guida.
Gli inquirenti riferiscono inoltre che, in alcuni casi, dopo gli abusi, il sacerdote avrebbe impartito una benedizione al ragazzo chiedendo «perdono» per quanto accaduto, contribuendo a rafforzare uno stato di soggezione psicologica che avrebbe impedito al giovane di opporsi o denunciare tempestivamente.
Nel corso dell’udienza preliminare, il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile sia della persona offesa sia dell’associazione “La Caramella Buona”, entrambe rappresentate dall’avvocato Sara Polito. La difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Luigi Ripoli, si è opposta in particolare alla costituzione dell’associazione, ma il giudice ha rigettato l’opposizione accogliendo entrambe le richieste.
Successivamente, la difesa ha avanzato istanza di rito abbreviato condizionato all’audizione della persona offesa. Su questo punto il giudice si è riservato, rinviando l’udienza al prossimo 9 giugno, data in cui verrà sciolta la riserva e si deciderà se procedere con il rito richiesto o con il dibattimento ordinario.
All’uscita dall’aula, il presidente dell’associazione “La Caramella Buona”, Roberto Mirabile, ha dichiarato:
«Come Caramella Buona siamo soddisfatti di essere stati accolti come parte civile in questo procedimento molto molto importante e malgrado l’opposizione dell’avvocato dell’imputato il giudice e la pm hanno accolto la nostra richiesta. D’altronde abbiamo 30 anni di attività nel contrasto della pedofilia e oggi, più di prima, siamo su Reggio Calabria impegnati nel ristabilire quella che per noi è la verità e la giustizia, sempre dalla parte delle vittime».
Soddisfazione anche da parte dell’avvocato Sara Polito:
«Questo è l’ennesimo traguardo della Caramella Buona e ancora una volta siamo stati ammessi come parte civile in un procedimento importantissimo, perché riguarda un sacerdote, quindi un esponente della Chiesa, accusato di abusi ai danni di un minore che si era affidato a lui anche nel percorso come ministrante. Siamo particolarmente impegnati a sostegno della vittima e nel portare avanti l’esempio e l’azione della nostra associazione».
Il procedimento entra ora in una fase decisiva, in attesa della scelta del rito che determinerà il prosieguo del processo.