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03/09/2026 ore 18.00
Cronaca

Solo due ore di religione, la scuola primaria di Agnana a rischio chiusura

L’appello dell’amministrazione comunale alle istituzioni: «S’intervenga con urgenza»

di Ilario Balì

Rischia di consumarsi nell'indifferenza e nel groviglio della burocrazia la fine della Scuola Primaria del Plesso di Agnana. Un epilogo paradossale e drammatico che non solo priva un piccolo borgo del suo fondamentale presidio educativo e sociale, ma colpisce al cuore i diritti dei soggetti più fragili.

La vicenda ha dell'assurdo. Sebbene l’Ufficio Scolastico Regionale di Reggio Calabria non abbia inizialmente assegnato la pluriclasse, lo stesso Ufficio, a seguito di un serrato e proficuo interlocutorio, ha chiarito una posizione netta: poiché il punto di erogazione del servizio resta fermo e attivo, il Dirigente Scolastico ha la piena facoltà di assicurare il funzionamento delle classi presso il Plesso di Agnana. Tale opzione è espressamente garantita nell'ambito dell'autonomia organizzativa delle istituzioni scolastiche, sancita dall'art. 5 del D.P.R. n. 275/99, utilizzando le risorse dell'organico già formalmente assegnate.

Su questa base normativa e operativa, la Dirigenza dell’Istituto Comprensivo "M. Bello - Siderno - Agnana" stava attivamente lavorando per garantire la continuità didattica e l'apertura della scuola. Tuttavia, il percorso si è inopinatamente bloccato di fronte a un ostacolo inconcepibile: l'impossibilità di coprire appena due ore di insegnamento di Religione.

A causa della carenza di sole due ore di cattedra, un'intera comunità rischia di vedere sbarrate le porte della propria scuola. Ma il prezzo più alto di questa paralisi burocratica lo pagherà una giovane scolara, alunna con disabilità grave riconosciuta.

«Ci si chiede: che fine farà questa ragazzina è l’accorato appello lanciato dal sindaco Pino Cusato - Quali e quanti disagi dovranno affrontare lei e la sua famiglia, costrette a subire il trauma dello sradicamento dal proprio ambiente e le difficoltà logistiche di uno spostamento coatto? È mai ammissibile che il diritto costituzionale allo studio e all'inclusione di una persona già fragile venga subordinato e sacrificato per un cavillo organizzativo legato a due ore di insegnamento?».

Tutto ciò rappresenta l'ennesimo schiaffo ai piccoli borghi dell'entroterra. «Realtà che cercano faticosamente di resistere allo spopolamento - prosegue il primo cittadino - e di mantenere vivi i propri servizi essenziali, ma che si trovano costantemente a doversi scontrare con una burocrazia cieca, sorda e priva di empatia».

Il Comune rivolge pertanto un appello alle istituzioni scolastiche, alle autorità locali e agli organi competenti affinché intervengano con d'urgenza: si sblocchi immediatamente la copertura di queste due ore e si restituisca ad Agnana, ai suoi bambini e alla giovane scolara il fondamentale diritto a una scuola vicina, inclusiva e a misura d'uomo.