Strade provinciali devastate e paesi isolati nell’Area Grecanica, Zavettieri: «Servono interventi urgenti»
Il consigliere metropolitano e sindaco di Roghudi ha effettuato una ricognizione sulla SP3 e sulla SP24. Cedimenti lungo il torrente Tuccio, frane e collegamenti interrotti. Criticità anche per una struttura che ospita persone con disabilità a San Pantaleo
Le strade provinciali che dalla costa risalgono verso i centri montani dell'Area Grecanica sono tra le infrastrutture maggiormente colpite dal violento nubifragio che nella notte ha devastato Melito Porto Salvo e il comprensorio. Frane, smottamenti, cedimenti strutturali e collegamenti compromessi hanno aggravato una situazione viaria già precaria, lasciando intere comunità alle prese con il rischio di isolamento e con l'interruzione di servizi essenziali.
A tracciare il quadro della situazione ai nostri microfoni è Pierpaolo Zavettieri, consigliere della Metrocity reggina e sindaco di Roghudi che, allertato dalla protezione civile e dal sindaco metropolitano, sin dalle prime ore della notte ha effettuato un approfondito monitoraggio del territorio ed una ricognizione lungo le principali arterie provinciali dell'entroterra.
«Le strade provinciali sono le prime a essere colpite perché sono le strade di cresta che vanno dalla marina alle parti montane del nostro territorio», spiega Zavettieri. «Abbiamo visitato già stamattina la SP3, l'arteria principale che si snoda verso Bagaladi, San Lorenzo, Roccaforte e Roghudi. Abbiamo visitato la SP24 e anche le altre strade provinciali dell'Area Grecanica, tutte interessate da smottamenti importanti».
Le criticità più rilevanti riguardano proprio la SP3, asse fondamentale per raggiungere diversi centri montani. In alcuni tratti i danni superano quelli provocati dal semplice accumulo di fango e detriti sulla carreggiata.
«Sulla SP3 ci sono anche danni non recuperabili immediatamente, perché non c'è solo fango che è colato, ma si sono verificati effetti del sifonamento dell'acqua», riferisce Zavettieri. «Sono crollati i muri di contenimento tra il torrente Tuccio e la SP3 e saranno quindi lavori importanti da avviare immediatamente».
Alle difficoltà della viabilità si aggiungono quelle legate ai servizi essenziali. In diversi centri dell'entroterra il maltempo ha provocato interruzioni delle comunicazioni e dell'energia elettrica, complicando ulteriormente la gestione dell'emergenza.
«Non possiamo lasciare isolati i cittadini né dal punto di vista viario né dal punto di vista dei servizi secondari», sottolinea il consigliere metropolitano. «A Bagaladi mi dicono che mancano i collegamenti telefonici e la luce. Così a San Pantaleo, penso alla sede del Cereso, dove ci sono persone fragili e con disabilità, che è totalmente isolata e corrisponde proprio al punto della maggiore frana».
Una criticità particolarmente delicata, perché l'interruzione dei collegamenti interessa anche una struttura che accoglie persone vulnerabili. Il problema riguarda anche Roccaforte del Greco, dove le condizioni della viabilità erano già compromesse prima dell'ultima ondata di maltempo.
«Pensiamo al Comune di Roccaforte che, attraverso la strada di San Lorenzo, ha avuto scarse possibilità di collegamento per un cedimento stradale annoso, che non è stato interessato da interventi strutturali nel corso degli ultimi trent'anni».
La gravità della situazione ha richiesto l'attivazione immediata dei collegamenti istituzionali. «Il sindaco metropolitano mi ha chiamato in piena notte e ovviamente anche la Protezione Civile è stata a supporto», spiega Zavettieri, richiamando anche la presenza sul territorio del dirigente generale della Protezione Civile regionale Domenico Costarella.
La necessità di procedere rapidamente si scontra tuttavia con la complessità dei danni e con le difficoltà proprie degli interventi effettuati in condizioni emergenziali.
«Auspichiamo che si intervenga in urgenza, perché non vedo altra soluzione», afferma il consigliere metropolitano. «Sono sempre interventi delicati da fare perché non c'è la possibilità di programmare e c'è il rischio di svolgere attività che certe volte sprecano risorse pubbliche».
Il nubifragio ha riportato al centro dell'attenzione le condizioni di una rete stradale che da anni presenta criticità strutturali, soprattutto lungo i collegamenti tra la fascia costiera e i comuni montani. La priorità resta il ripristino dei collegamenti e dei servizi essenziali, ma Zavettieri richiama la necessità di affrontare anche le cause di una vulnerabilità che continua a ripresentarsi.
«Noi oggi abbiamo delle responsabilità importanti. Usciamo dall'emergenza, speriamo in qualche giorno, e poi affrontiamo seriamente questo problema».
Un richiamo che va oltre la gestione immediata dell'emergenza. Le frane di oggi si sommano a cedimenti e dissesti mai risolti, lasciando ancora una volta le comunità dell'entroterra esposte al rischio di isolamento. E mentre si lavora per riaprire le strade, resta aperta la questione degli interventi strutturali necessari a garantire collegamenti sicuri e duraturi.