Sezioni
21/05/2025 ore 19.20
Cultura

"1970. La Rivolta di Reggio Calabria": il fumetto debutta al Salone del Libro di Torino

L’opera di Antonella Postorino e Marco Barone racconta una pagina dimenticata della storia italiana con il linguaggio del graphic novel
di Aldea Bellantonio

Una storia assente dai libri di scuola torna al centro dell’attenzione nazionale grazie a un’opera che coniuga rigore storico, passione civile e narrazione grafica. Si tratta del fumetto «1970. La Rivolta di Reggio Calabria», firmato da Antonella Postorino e Marco Barone, edito da Laruffa Editore, presentato in anteprima nazionale al Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 15 al 19 maggio.

Il graphic novel è stato protagonista di due appuntamenti ufficiali nel Padiglione Oval: uno nello spazio “La Calabria che siamo”, curato dalla Regione Calabria alla presenza dell’Assessore alla Cultura Caterina Capponi, e un secondo ospitato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, con il sostegno del Consigliere delegato alla Cultura Filippo Quartuccio.

Tra gli ospiti, anche il giornalista Santo Strati, testimone diretto della rivolta e autore del reportage «Buio a Reggio» (1972), che ha offerto una lettura storica e critica dell’opera, sottolineandone il valore documentale e la forza comunicativa del fumetto come strumento di divulgazione tra le nuove generazioni.

«Questo è l’obiettivo principale del nostro lavoro», ha spiegato la sceneggiatrice Antonella Postorino.
«Diffondere conoscenza tra i giovani e consapevolezza tra chi quei giorni li ha vissuti. Abbiamo voluto mettere in luce valori come appartenenza, coraggio, libertà e la capacità di sognare».

L’illustratore Marco Barone ha descritto il lavoro tecnico e creativo dietro le tavole:

«Tutti i disegni sono stati realizzati a mano libera. Le cromature esprimono l’intreccio tra cronaca, romanzo, visione e dimensione surreale».

Nel corso degli incontri, il pubblico ha partecipato attivamente al dibattito, mostrando grande interesse, in particolare i giovani lettori che, al termine, hanno affollato lo stand Laruffa per conoscere meglio la vicenda storica, richiedere dediche e firmacopie.