A Gioia Tauro presentata l’opera “La bambina che danzava con il vento” di Caterina Sorbara
L’evento è stato organizzato dal Comune in sinergia con il Rotary club locale e di Palmi. La scrittrice: «Raccolta di racconti che hanno come filo conduttore la nostalgia. Il futuro va ricercato nel passato»
All’interno del programma del “Maggio dei Libri” del Comune di Gioia Tauro, è stata presentata l’opera “La bambina che danzava con il vento”, di Caterina Sorbara, scrittrice, poetessa e giornalista. L’evento, svoltesi presso la storica sala “Le Cisterne”, è stato organizzato in sinergia con il Rotary club locale e quello di Palmi. Ha dialogato con l’autrice, Diego Ricciardi Past Presidente Rotary Club Palmi. Il libro è composto da una raccolta di racconti autobiografici e riflessivi nei quali Caterina Sorbara ripercorre momenti dell’infanzia trascorsi nel suo borgo natìo, descritto come un “piccolo mondo antico”. La narrazione si sviluppa come un viaggio nostalgico attraverso luoghi, profumi e persone del passato. Nell’equilibrio tra dolcezza e disincanto risiede uno dei maggiori punti di forza del lavoro della scrittrice di Gioia Tauro.
«Mi piace scrivere racconti, perché sono immediati e nella loro brevità condensano tutto – afferma Caterina Sorbara-. In principio non pensavo ad un’eventuale pubblicazione, ma quando, strada facendo, sono diventati tanti, ho iniziato a pensare che magari sarebbe stato bello far nascere un libro e condividerlo. È stupendo condividere con gli altri le proprie emozioni. La mia opera è una raccolta di racconti che come filo conduttore hanno la nostalgia, nostalgia per persone che non ci sono più, nostalgia di persone care, di luoghi che non frequento più, la casa natia, i personaggi dell'infanzia, il mondo contadino, il mondo legato al pensiero magico. Il messaggio che voglio dare è che il futuro va ricercato nel passato, perché se non conosciamo bene il nostro passato, non possiamo vivere il presente e proiettarci nel futuro. In ogni mio libro amo lanciare dei messaggi, in questo voglio dare un messaggio di speranza, che anche nei momenti neri possiamo trovare la luce. Molti racconti sono nati in autunno, stagione a me cara per i suoi colori che ricoprono di magia la nostra terra. A volte mi chiedo se sono così perché ho trascorso i miei primi dieci anni di vita insieme a nonna Grazia e le sue vicine di casa in quel “piccolo mondo antico”. Un mondo ormai scomparso, distrutto dalla “civiltà tecnologica e mediatica”».