A Portigliola Barbara De Rossi porta in scena il mito attraverso “Le donne di Nessuno”
Mercoledì 19 agosto, alle ore 21:30, al Palatium di Quote San Francesco lo spettacolo su testo di Marcantonio Gallo e con la regia di Enrico Maria Lamanna
Il Festival del Teatro Classico Tra Mito e Storia continua a conquistare il pubblico della Locride e, dopo le emozioni di Fedra, la rilettura comica di Agamenno-Man. Il ritorno del re e l'ironia soprannaturale di All'Invisibile, si prepara a proporre un nuovo appuntamento di grande prestigio. Mercoledì 19 agosto, alle ore 21:30, al Palatium di Quote San Francesco, nel Parco Archeologico Urbano di Portigliola, andrà in scena “Le donne di Nessuno”, spettacolo con protagonista Barbara De Rossi, su testo di Marcantonio Gallo e con la regia di Enrico Maria Lamanna.
Realizzato dall'APS Cultura e Territorio, in collaborazione con l'Accademia Senocrito e il GAL Terre Locridee, con il sostegno del Comune di Portigliola e del Nuovo IMAIE, il Festival prosegue così il suo viaggio attraverso le molteplici possibilità del teatro classico e contemporaneo, tornando ancora una volta a interrogare il mito per scoprire, dietro le figure che la tradizione ha consegnato alla memoria collettiva, storie rimaste troppo spesso nell'ombra.
Le donne di Nessuno compie infatti un'operazione tanto semplice quanto radicale. Se l'Odissea è per antonomasia il racconto di un viaggio, quello di Ulisse, del mare attraversato, delle guerre combattute e delle terre conquistate, lo spettacolo sceglie di rovesciare il punto di vista e di fermare a terra, là dove sono rimaste le donne che hanno atteso, resistito, sofferto e continuato a vivere mentre gli eroi partivano . Il titolo stesso contiene una domanda e una provocazione. Chi sono le donne di Nessuno? Sono Penelope e le altre figure femminili che abitano il grande racconto omerico, ma sono anche tutte quelle donne che la storia ha lasciato ai margini, private della parola e spesso costrette a vivere le conseguenze delle imprese altrui.
Attraverso la scrittura di Marcantonio Gallo, il mito assume così una nuova geografia emotiva. Il Mediterraneo non è più soltanto lo spazio delle conquiste e dell'avventura, ma diventa il luogo della memoria, della separazione, degli incontri e delle trasformazioni interiori. L'approdo, a sua volta, smette di dire semplicemente una terra finalmente raggiunta e diventa qualcosa di più profondo, il momento in cui si riconoscono l'altro e la propria verità.
La regia di Enrico Maria Lamanna porta in primo piano esistenze che per secoli sono state raccontate quasi esclusivamente attraverso lo sguardo maschile dell'epica. La parola si fa corpo e memoria, dando forma a donne segnate dallo sradicamento, dalla solitudine e dalla guerra, ma capaci di conservare una dignità che gli eventi non riescono a cancellare. È proprio in questa tensione tra fragilità e resistenza che lo spettacolo trova la sua forza, trasformando il mito in una storia sorprendentemente contemporanea.
A dare voce a questo universo sarà Barbara De Rossi, protagonista di una carriera che attraversa cinema, televisione e teatro. Scoperta da Alberto Lattuada e affermatasi sul grande schermo anche grazie a interpretazioni premiate, l'attrice è diventata uno dei volti più riconoscibili della fiction italiana, fino a ruoli televisivi rimasti nell'immaginario collettivo come quello interpretato ne La Piovra. Negli ultimi anni ha intensificato il proprio impegno teatrale, affiancando all'attività artistica una costante attenzione ai temi sociali e alla difesa dei diritti delle donne. In Le donne di Nessuno questa sensibilità incontra il mito, trasformando le figure femminili dell'epica in esseri umani feriti dalla storia ma mai completamente sconfitti.
Dopo questo appuntamento, il Festival entrerà nella sua fase conclusiva con la consegna del Premio Tessalo 2026 a Edoardo Siravo, al quale sarà affidato anche un omaggio ai più importanti personaggi incontrati nel corso della sua straordinaria carriera teatrale, cinematografica e televisiva.