A Reggio, incontro su Calabria e Mezzogiorno: dal Viceregno al Regno dal XVII al XVIII secolo
Nello spazio del chiostro San Giorgio della chiesa degli artisti di Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria – Cis, la Deputazione di Storia Patria per la Calabria e la Chiesa degli Artisti hanno organizzato la conferenza “Calabria e Mezzogiorno, dal Viceregno al Regno dal XVII al XVIII secolo”. Ha introdotto e coordinato l’incontro la dott.ssa Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Il prof. Caridi, storico, studioso degli aspetti sociali, economici, religiosi e politico–amministrativi della Calabria, autore di numerosi libri, monografie, presidente della Deputazione di storia patria regionale, ha riscostruito la complessa realtà della Calabria e del mezzogiorno dal XVII al XVIII secolo. Il professore Caridi è autore tra l’altro del volume Storia della Calabria dall’Unità del Sud all’Unità d’Italia (secoli XI-XVIII), di prossima pubblicazione.
Ha sottolineato il prof. Caridi che la Calabria in quel periodo storico era divisa in due Province: Calabria Citra, corrispondente all’attuale provincia di Cosenza, a nord e Calabria Ultra, il resto della regione, a sud. Reggio, che era la più popolosa città calabrese, era stata per soli dieci anni, dal 1584 al 1594, capoluogo della provincia meridionale perché, a causa della devastante incursione di una flotta turchesca guidata dal rinnegato messinese Scipione Cicala, la sede venne trasferita a Catanzaro. Soltanto nel 1816, con il ritorno dei Borbone sul trono di Napoli dopo il decennio francese, Reggio divenne Capoluogo della provincia omonima, staccata da quella di Catanzaro. Sulla base di importanti documenti, Caridi ha poi illustrato l’andamento demografico ed economico della Calabria e del Mezzogiorno durante il periodo in esame, tenendo sempre desta l’attenzione del numeroso uditorio.