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23/08/2025 ore 19.00
Cultura

A Reggio la conferenza: “Il cibo come metafora dell’esistenza nella letteratura di lingua Inglese”

Ha relazionato Silvana Comi, docente di Lingua e Letteratura Inglese, componente del Comitato Scientifico del Centro Internazionale Scrittori della Calabria
di Redazione

Nell’ambito degli incontri “Estate 2025 al chiostro San Giorgio”, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria e la Chiesa degli Artisti di Reggio Calabria, nello spazio del Chiostro San Giorgio della stessa chiesa, hanno promosso la conferenza: “Il cibo come metafora dell’esistenza nella letteratura di lingua Inglese”.

Ha coordinato la manifestazione Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria, con il contributo di slides ha relazionato Silvana Comi, docente di Lingua e Letteratura Inglese, componente del Comitato Scientifico del Cis della Calabria. Nella letteratura inglese, il cibo spessova oltre la sua funzione primaria di nutrimento per diventare una potente metafora, riflettendo emozioni, relazioni sociali, status e identità culturale.

Nel libro “Il clam chowder di Moby Dick(Melville 1819-1891), il cibo come rappresentazione sociale è la zuppa di pesce che Queequeg, personaggio del romanzo, mangia durante la famosa scena in taverna e ha un significato simbolico legato alla caratterizzazione dell’uomo. Per Oscar Wilde (1854-1900) nel romanzo “L’Importanza di chiamarsi Ernesto” il cibo delle tartine ai cetrioli sono il simbolo del vuoto della vita borghese che Wilde critica e non esita a mettere in ridicolo. La “tartina ai cetrioli” appare come un elemento di lusso, frivolezza e superficialità, che rappresenta una classe sociale che si preoccupa più delle apparenze e dei piaceri mondani che dei valori più profondi. Cibo come convivialità nel libro “I Morti” di James Joyce (1882-1941), infatti il pranzo di Natale, inizialmente sembra un evento sociale importante, parenti e amici sono seduti intorno al tavolo imbandito di cibi di ogni genere.

Ma non è una festa nel senso tradizionale del termine. La festa diventa un’opportunità per esplorare temi esistenziali più gravi, come la nostalgia per ciò che è stato perduto e la consapevolezza della mortalità.Nel volume “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll (1832-1898), la protagonistaAlice partecipa a un pranzo con la Lepre Marza e il dialogo che ne deriva diventa un gioco di parole senza senso logico e la domanda su cosa componga questa zuppa rimane senza una risposta concreta.

La scena della zuppa di tartaruga è un esempio di ironia e paradosso che contribuisce a creare l’atmosfera surreale e di nonsense del libro. Nel concludere l’interessante carrella di autori classici del passato, Silvana Comi ha sottolineato che il cibo non è solo un elemento quotidiano e necessario per la sopravvivenza, ma, quando inserito nella narrativa, diventa simbolo, strumento di caratterizzazione e metafora di aspetti complessi della vita umana, delle relazioni sociali e delle dinamiche culturali.