A TU PER TU | Rosario Rocca racconta la prima rivolta contadina della Calabria - VIDEO
Il 26 maggio 1906, a Benestare, piccolo centro collinare della Locride, circa mille contadini si sollevarono contro la Giunta comunale a causa di un provvedimento che aveva revocato il diritto alle cure mediche gratuite per la generalità della popolazione. I Carabinieri Reali, in forza ridotta, spararono sulla folla provocando due morti e diversi feriti, tra cui donne e bambini. Non basteranno un’interrogazione parlamentare e un processo a fare luce sui tragici avvenimenti. A distanza di oltre un secolo, Rosario Rocca, ospite del format di approfondimento de “Il Reggino” prova – attraverso un generoso lavoro di ricerca documentale e antropologica, in cui ha preso in esame diversi elementi compresenti nelle trame e nelle dinamiche del potere – a ricostruire una verità storica e, soprattutto, a rendere giustizia a un popolo sconfitto dalla storia. L’autore è uscito da poco in libreria con “La prima rivolta contadina della Calabria-Benestare 1906” per Calabria Letteraria Editrice.
«Il lavoro nasce da un’idea maturata in due momenti relativamente distanti della mia vita – ha raccontato – Il primo risale agli anni in cui ho ricoperto la carica di sindaco di Benestare; il secondo, al periodo del primo lockdown. Sul finire del luglio del 2018, a meno di un anno dalla scadenza del mio secondo mandato, mi trovai a scrivere un progetto finalizzato alla valorizzazione dell’archivio storico del Comune. Per individuare preliminarmente bisogni e obiettivi, ricordo che mi recai a fare un sopralluogo a margine di uno dei lunghissimi pomeriggi estivi che passavo al municipio, come da mia insana abitudine, da solo. Tra la polvere delle scaffalature e faldoni in disordine, ebbi la sensazione di trovarmi tra le macerie di un tempo dimenticato. Rimosso. Il senso di chiusura che trasmetteva il luogo, un seminterrato buio e maltenuto, e lo stato in cui versava l’intero patrimonio documentale comprovavano l’urgenza di orientare il progetto, oltre che alle basilari attività di pulitura, seriazione e catalogazione, al miglioramento delle condizioni di fruibilità del bene archivistico. Aprire alla microstoria locale, agli aneddoti e ai tratti antropologici, rinvenibili tra le righe dei documenti consumati dal tempo e dall’abbandono, fu l’obiettivo più ambizioso che mi posi all’orizzonte. Quando mi trovai a sfogliare, per la prima volta, il brogliaccio del consiglio comunale del 1906, quasi mi persi nello studio dei verbali che riguardavano, direttamente o indirettamente, la prima rivolta contadina della Locride».
Figura centrale della storia Maria Carmela Pollifroni, la donna che ha guidato la rivoluzione. «Della storia di Maria Carmela da Lucia – spiega Rocca – emerge come elemento di estremo interesse la sfida continua al sistema patriarcale, che si può intravedere in tre ambiti diversi e fondamentali della società di allora: lo Stato, la Chiesa e la famiglia. Sfida, in primo luogo, le istituzioni di uno Stato ingiusto e iniquo, lanciando un sasso materiale e simbolico verso il Municipio e i Carabinieri Reali. E’ un gesto estremo che compie per difendere la sua gente dal doppio petto del Sindaco che vuole negare il diritto alla salute ai contadini poveri del paese e dai moschetti dei carabinieri che fanno fuoco contro il popolo inerme e sofferente. Sfida, inoltre, il potere della Chiesa, scaraventando a terra l’arciprete, reo di voler negare la fede di Dio al popolo. E sfida, in ultimo, l’ordine della famiglia patriarcale. Portando con sé, non il suo cognome, ma il nome di “Lucia”, sua nonna, la madre di sua madre, forse inconsciamente, sceglie di non essere la donna del padre o del marito, ma esibisce fieramente la sua appartenenza alla famiglia da Lucia».