Aiello Calabro nel XVI secolo, uno “Stato” feudale al centro della conferenza del CIS
Incontro dedicato alla storia e all’arte del centro cosentino con l’intervento della studiosa Francesca Paolino
Oggi, martedì 7 aprile 2026, alle ore 16:45, presso la Biblioteca Villetta «P. De Nava» di Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria – CIS, con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria, promuove la conferenza «Uno «Stato» feudale nella Calabria del XVI secolo: Aiello (CS). Storia e arte». Introdurranno l’incontro: Daniela Neri, responsabile della Biblioteca «P. De Nava», e Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS della Calabria. Relazionerà Francesca Paolino, già Prof. Associato di Storia dell’Architettura Università Mediterranea di Reggio Calabria - Componente del Comitato Scientifico del CIS della Calabria.
Nel XVI secolo, la Calabria era caratterizzata da ampi stati feudali, grandi formazioni territoriali unificati sotto il controllo di potenti famiglie nobiliari. Aiello Calabro, piccolo centro del territorio cosentino meridionale, ha vissuto la sua appartenenza feudale che risale al 1463, quando il re di Napoli Ferrante d’Aragona (1458-1494), concesse la Contea di Aiello e le baronie di Lago e Savuto allo spagnolo-valenzano Francesco Siscar.
Il paese conserva i segni del suo importante passato, come si evince dai numerosi disegni conservati presso l’Archivio di Stato di Massa Carrara, che ne tramandano la sua interessante configurazione cinquecentesca. Nel secolo XVI e fino alla metà del XVII, la contea di Aiello visse una «stagione» artistica molto proficua, testimoni sono i numerosi ruderi del castello, la chiesa parrocchiale, la chiesa settecentesca intitolata a S. Maria delle Grazie, che è stata parte della fondazione dei Francescani Minori Osservanti, e alcuni palazzi nobiliari che ne fanno un centro di notevole interesse storico-artistico.