Sezioni
26/03/2026 ore 08.13
Cultura

Al castello Aragonese di Reggio la presentazione della dell'antologia Nosside 40

Sabato 28 marzo alle 5 della sera sarà illustrata la raccolta con le opere di 86 poetesse e poeti di 22 Stati di Europa, America, Asia e Africa in 28 Lingue e idiomi

di Redazione

Dopo l'apertura delle iscrizioni il 21 marzo nel sito www.nosside.org e l'incontro del 22 a Bologna, il viaggio del Nosside 41 prosegue sabato 28 alle 5 della sera con la presentazione dell'Antologia Nosside 40 nel Castello Aragonese di Reggio Calabria.

L'appuntamento, cui parteciperanno poeti e partners del Premio, è organizzato dal Centro Studi Bosio (con il Presidente Fondatore del Premio Pasquale Amato, che ha curato l'Antologia con la collaborazione di Rosamaria Malafarina e Denise Caruso e la consulenza grafica di Valentina Romeo); dall'Assessorato alle Minoranze linguistiche del Comune di Reggio guidato da Lucia Anita Nucera; dal Cis Calabria (presieduto da Rosita Loreley Borruto) e dall'Editrice Sperimentale Reggina, con il Presidente Vincenzo Vitale.

L'Incontro sarà concluso dal firma-copie dell'Antologia e dalla presentazione e degustazione del "Dolce del Premio Nosside" creato dal Maestro Pasticcere reggino Angelo Musolino, presidente Nazionale dei Pasticceri Italiani Conpait. Dolce che ha avuto il suo felice battesimo nell'Evento del 3 aprile 2025 presso il Consolato Generale d'Italia a Londra.

Pasquale Amato ha sottolineato che «la scelta dell'edificio che testimonia la storia plurimillenaria della città conferma la duplice anima del Nosside: il richiamo alle sue antiche radici e lo spirito di Ulisse, con l'inesauribile sete di conoscenza, l'assidua ricerca di nuovi orizzonti, la voglia di intensi scambi di esperienze con le altre culture del mondo.

Questa elegante Antologia Nosside 40 rappresenta pertanto - con le opere di 86 poetesse e poeti di 22 Stati di Europa, America, Asia e Africa in 28 Lingue e idiomi) - un solido ponte tra il meglio dell'antico, per trarne ispirazione e stimoli ed il meglio del nuovo, per proiettarsi senza timori verso la rivoluzione tecnologica in corso. E per essere sempre più planetaria nel 2026».