Al Parco degli Dei di Roccella Ionica emerge la statua di Poseidone realizzata da Mariella Costa
La statua alta mt 1,90, raffigurante il dio in tenuta regale con lo sguardo autoritario di chi vuole ricordare chi comanda, è realizzata in ceramica, cemento e ferro
In un luogo abbellito continuamente da capolavori, che ricordano la nostra antichità, le nostre radici più profonde e leggendarie, non poteva che prendere vita una delle più grandi divinità mitologiche: Poseidone. La location è quella del Parco degli Dei di Roccella Ionica, un museo a cielo aperto, in cui ci si trova immersi in ciò che ci ha reso quello che siamo oggi: storie bibliche, mitologiche, divinità ed eroi. La proprietaria, custode e fautrice di ogni opera d’arte è Mariella Costa, che ha arricchito il suo Parco con una nuova straordinaria creazione: la statua di Poseidone, fratello di Zeus, dio del Mare e di tutte le acque correnti. L’opera è andata a completare il gruppo scultoreo dedicato al Mare: il mare biblico, con il grande murales 3D, raffigurante Mosè che separa le acque; il mare dei migranti, con il bassorilievo in marmo dipinto, raffigurante il profilo di una donna appena sbarcata; la salvaguardia marina, con un omaggio alle tartarughe caretta caretta, realizzato con le bottiglie di plastica; il mare mitologico, con la grande statua di Teti, madre di Achille, installata lo scorso anno ed infine l’ultima opera: Poseidone. La statua è alta mt 1,90, raffigurante il dio in tenuta regale con lo sguardo autoritario di chi vuole ricordare chi comanda. Con la mano destra impugna un grande tridente dorato, per enfatizzare la sua autorevolezza. L’opera scultorea è stata iniziata quando il ciclone Harry ha mostrato tutta la sua forza ed ha devastato gran parte delle nostre coste, ed è stata ultimata con Erminio, l’ultimo ciclone che è passato sul nostro territorio. Realizzata in ceramica, cemento e ferro, ha richiesto grande impegno e fatica, ma l’artista Mariella Costa l’ha, comunque, portata a termine con entusiasmo e passione, aiutata da Giuseppe Parisi, che condivide il suo percorso di vita e appoggia il suo grande progetto di realizzazione e abbellimento del Parco degli Dei. Un progetto visionario di trasformazione di un’ex area industriale in spazio artistico con materiale di recupero. Lo sguardo austero e fiero del dio Poseidone si impone in tutta la sua magnificenza e ci ricorda il rispetto che dobbiamo avere nei confronti del nostro straordinario Mare, che ha visto, tra i suoi flutti, gesta epiche e leggendarie. Ma ci chiede, anche, di prendere coscienza che, in questa terra, siamo fatti di mare e a lui torneremo, con gratitudine, al cospetto di Poseidone. Questo è ciò che emerge dal componimento della poetessa locrese Luisa Totino dal titolo “Nel Regno del Mare”, dedicato all’opera di Mariella Costa e di seguito riportato.
NEL REGNO DEL MARE
Nel Regno del Mare
tutta l’essenza della sua potenza
è racchiusa
nella fiera maestranza
di Colui che di esso
ne detiene l’imponenza: Poseidone,
signore indiscusso
delle acque correnti
e dei marini abissi,
che a lui, dall’inizio della storia del mito,
furon concessi.
Nel Regno del Mare,
Poseidone
custodisce le sue creature,
ma assiste, anche,
alla loro lenta e inesorabile consumazione,
dovuta all’umana negligenza,
derivata dall’egoistica opulenza.
Nel Regno del Mare,
dove storie leggendarie,
tra uomini e divinità,
si son succedute,
ora è sede
di massacri, fughe e conflitti
E Poseidone
non può stare a guardare
l’oltraggio fatto al Mare,
in un impeto di coraggio
esce allo scoperto
per infierire sull’uomo
e il suo delitto.
Con sguardo fiero e regale
guarda al mondo
come un padre,
che nella severità dei suoi modi
tiene al suo meraviglioso Regno,
che consente vita e prosperità
dall’inizio del tempo
e che si sta abbruttendo in un lampo.
Davanti alla sua possanza
dobbiamo arrenderci
e pentirci di aver deturpato,
con viltà,
così tanta beltà,
perché sfidare Poseidone,
nel Regno del Mare,
significa offendere noi stessi
e mutilarci di mistica perfezione
e di così gloriosa dimensione.
Tutti in questa terra,
siam fatti di Mare
e tutti, ad esso,
siam chiamati a tornare