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11/05/2026 ore 12.48
Cultura

Al Planetario Pythagoras la lezione dal titolo "Nascita della Biopolitica"

Il professore Gianfranco Cordì introdurrà al tema che Michel Foucault ha affrontato, sistematicamente, nel suo corso al College de France negli anni 1978-1979

di Redazione

Martedì 12 maggio 2026, alle ore 21.00, si terrà, presso il planetario Pythagoras, il settimo appuntamento della rassegna “Lo strappo nel cielo di carta”. Il ciclo di lezioni ispirate al Mito della Caverna di Platone, questa volta si svilupperà in un incontro dedicato alla “Nascita della biopolitica”. Il professore Gianfranco Cordì, infatti, introdurrà al tema che Michel Foucault ha affrontato, sistematicamente, nel suo corso al College de France negli anni 1978-1979. Fortemente voluta dalla prof. Angela Mesiano, l’iniziativa del Planetario intende far porre l’attenzione, in tempi di geopolitica aggressiva, su quell’ arte di governo, nata nel 1700, che propugnava un potere più efficace. In questo senso, come ha affermato Gianfranco Cordì: «La biopolitica rappresenta quello che Foucault chiama governamentalità, l’equivalente preciso del potere diffuso nelle moderne democrazie liberali».

La tesi sottostante all'intero ragionamento è che la cosiddetta società civile, in un sistema liberaldemocratico, funge da limite. Infatti essa obbliga il governo a chiedersi se non stia governando troppo, e, inoltre, costringe ogni governo a interrogarla per capire quali sono le libertà di cui c’è bisogno in un determinato momento. Il cambiamento radicale che si è realizzato nel secolo scorso è proprio questo. Si è passati da un potere che intendeva solo comandare i suoi sudditi a un potere più soft che intende gestire la vita stessa dei suoi cittadini.

La "biopolitica”, che si avvale dei sondaggi e della demografia, spiega anche le guerre contemporanee. Le guerre non si fanno più in nome di un sovrano che occorre difendere, si fanno in nome dell’esistenza stessa di tutti. Si spingono intere popolazioni a uccidersi in nome della necessità di vivere. Queste “guerre esistenziali” non sono più affatto “politiche”, ma "biopolitiche”.