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10/03/2026 ore 21.00
Cultura

Alla Mediterranea il workshop «Cantami, Musa»: studenti e professionisti insieme tra design, impresa e territorio

FOTO| Un laboratorio creativo che mette in dialogo scuola, università e mondo del lavoro. È questo lo spirito del workshop «Cantami, Musa», svoltosi questa mattina presso la biblioteca del Dipartimento di Architettura e Design dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria

di Aldea Bellantonio

L’iniziativa nasce da un’idea condivisa tra il Dipartimento di Architettura e Design e la designer Giosì Vittoria Barbaro, con il coordinamento del professor Alberto De Capua, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti alle dinamiche reali del mondo del design, della comunicazione e dell’impresa.

Il laboratorio ha coinvolto studenti universitari del corso di Design e due classi del liceo Gullì, chiamati a lavorare insieme in un’esperienza pratica che ha permesso di osservare da vicino l’intero processo creativo: dall’idea iniziale alla costruzione della moodboard, dalla progettazione grafica fino alla comunicazione e alla realizzazione del prototipo finale.

«La cosa straordinaria di oggi – ha spiegato il professor Alberto De Capua, docente del Dipartimento di Architettura e Design – è vedere lavorare insieme aziende, studenti universitari e ragazzi delle scuole. Toccare con mano il processo creativo è fondamentale per capire che dietro un brand o un prodotto non c’è soltanto l’aspetto artistico, ma anche strategia, marketing e progettazione».

Un’esperienza che assume anche un valore culturale e territoriale. «L’esempio di chi sceglie di restare e investire qui è importante – ha aggiunto De Capua –. Non demonizzo il fatto che uno studente possa andare via per formarsi, ma dobbiamo diventare attrattivi. Reggio ha tante potenzialità e questi luoghi possono diventare straordinari se ci crediamo davvero».

Il workshop si inserisce nel solco dell’iniziativa nazionale «Benvenuti in Atelier», promossa da CNA Federmoda, e ha visto il coinvolgimento diretto della designer reggina Giosì Vittoria Barbaro, che ha condiviso con gli studenti il proprio percorso creativo e imprenditoriale. «È un progetto che vuole avvicinare i ragazzi al mondo dell’artigianato e dell’impresa – ha spiegato – e far capire quanto si possa creare nel nostro territorio. Abbiamo tutto ciò che serve: ora tocca a noi valorizzarlo».

Durante la giornata gli studenti hanno potuto seguire le diverse fasi della costruzione di una collezione, comprendendo come dietro un prodotto creativo esista una filiera articolata fatta di ricerca, comunicazione, strategia e lavoro di squadra. «Cerco sempre di portare innovazione nel mio territorio – ha aggiunto Barbaro – guardando però sempre alla globalità e partendo dalle nostre tradizioni e dalle nostre origini».

Grande attenzione è stata dedicata anche alla comunicazione visiva e alla costruzione dell’identità di un brand. «Il design e la grafica sono oggi uno dei metodi di comunicazione più efficaci – ha sottolineato Alessandro Fratto, vicepresidente MoSA e studente del terzo anno di Design della comunicazione –. Creare un’immagine coordinata significa costruire un’identità capace di restare nella mente delle persone».

Un momento di confronto e di crescita anche per chi ha scelto di riportare le proprie competenze nel territorio. «Oggi abbiamo lavorato sull’importanza della brand identity – ha spiegato la designer Giulia Speranza, brand e pattern designer – mostrando ai ragazzi quanto sia fondamentale per un’azienda avere una struttura visiva chiara e coerente, capace di trasmettere in modo autentico i propri valori. Questi momenti sono importanti anche come occasione di scambio con i giovani del territorio».

L’iniziativa ha rappresentato inoltre un’opportunità di orientamento per gli studenti delle scuole superiori. «Il nostro corso di studi lavora molto sulla comunicazione del design – ha evidenziato Consuelo Nava, direttrice del Dipartimento di Architettura e Design – e questi momenti servono proprio a portare il territorio dentro il dipartimento e a far conoscere ai ragazzi il nostro percorso formativo».

Il DAD della Mediterranea continua infatti a registrare numeri in crescita. «Quest’anno abbiamo superato le 250 matricole – ha aggiunto Nava – e ospitiamo anche oltre cento studenti stranieri tra architettura e design. Le nostre aule sono ogni giorno piene di iniziative e attività».

Il workshop «Cantami, Musa» prende ispirazione da un immaginario profondamente legato alla storia della città: «Immersa nel canto immortale delle Muse, Rhegion è sospesa tra mito e mare, lì dove la memoria greca si fa luce eterna». Un richiamo alle radici culturali del territorio che diventa punto di partenza per costruire nuove prospettive tra formazione, creatività e impresa.

Un’esperienza che dimostra come anche a Reggio Calabria l’incontro tra università, giovani e mondo produttivo possa trasformarsi in un laboratorio concreto di idee e opportunità per il futuro.