Bagnara, la scrittrice Stefania Auci cittadina onoraria
Un tributo, promosso dal Rotary Club Scilla Costa Viola, all’autrice della saga dei Florio che nell’ultimo romanzo “L’alba dei Leoni” ha valorizzato la città come luogo d’origine di una delle famiglie più straordinarie della storia imprenditoriale italiana
Si è tenuta ieri pomeriggio, 31 marzo 2026, nella sala Consiliare del comune di Bagnara Calabra, la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria alla scrittrice Stefania Auci, autrice della saga dei Florio e, in particolare, de L’alba dei Leoni — il romanzo che ha scelto Bagnara Calabra come luogo d’origine di una delle famiglie più straordinarie della storia imprenditoriale italiana.
L’iniziativa, promossa dal Rotary Club Scilla Costa Viola, nasce da una convinzione che è nel cuore stesso della missione rotariana: servire la comunità significa anche riconoscere e custodire ciò che la rende unica. La cultura non è un ornamento, ma la prima infrastruttura di un territorio. È questo il senso profondo dell’iniziativa: riconoscere nella scrittura della Auci un atto di restituzione civile alla comunità bagnarese — un atto che meritava risposta formale e pubblica.
Ad aprire i lavori è stato Vincenzo Tromba, prefetto del Rotary Club Scilla Costa Viola, che ha illustrato le motivazioni dell’iniziativa sottolineando come servire un territorio significhi anche difenderne la narrazione, restituirgli la voce che merita, e costruire ponti tra la memoria storica e il futuro delle nuove generazioni.
Ha preso poi la parola la professoressa Mariangela Monaca, ordinario di Storia delle Religioni presso il Dicam dell’Università degli Studi di Messina, con una prolusione che ha guidato il pubblico attraverso le pagine del romanzo dedicate a Bagnara — la contrada di Pietraliscia, il palazzo ducale dei Ruffo, il terremoto del 1783, la partenza dei Florio — mostrando come la Auci abbia costruito non una fiction di ambientazione locale, ma un autentico atto di memoria storica e di riconoscimento identitario. Al centro della riflessione, una domanda che riguarda l’intera comunità: cosa succede quando una terra non trova la propria storia raccontata? Uno dei nodi più dolorosi del Mezzogiorno, ha osservato la professoressa, è la frattura tra i giovani e il luogo in cui sono nati — una frattura che non nasce dall’indifferenza, ma dalla mancanza di specchi.
Quando non vedi la tua terra riconosciuta come degna di attenzione, diventa difficile immaginare un futuro qui. I romanzi della Auci hanno fatto esattamente questo: hanno restituito ai giovani lettori di questa costa uno specchio in cui riconoscersi, hanno detto loro che la propria origine non è una diminuzione ma una ricchezza, che le radici non sono un peso da scrollarsi di dosso ma il punto di partenza di qualunque cosa venga dopo. La grande letteratura, ha concluso la Monaca, non decora il reale: lo rivela. E rivelare Bagnara al mondo, con la fedeltà e la profondità con cui lo ha fatto la Auci, è un atto di memoria che diventa antidoto alla fuga.
Si è aperto quindi il Consiglio Comunale, nel corso del quale sono intervenuti il Sindaco Adone Pistolesi e l’Assessore alla Cultura, Mimma Garoffolo che hanno sottolineato il valore simbolico e civile della cerimonia: restituire a Bagnara il primato narrativo che le appartiene significa riconoscere che le grandi storie non nascono dal nulla, ma da una terra precisa, da un carattere plasmato dal mare e dalla roccia, da una comunità che ha saputo trasformare la fatica in identità. È stata quindi letta la menzione ufficiale e conferita la cittadinanza onoraria con tutti gli onori, tra il plauso caloroso delle associazioni e della numerosa cittadinanza presente.
Commossa e visibilmente felice, Stefania Auci ha ringraziato la città e le istituzioni dichiarando di sentirsi a casa a Bagnara fin dal primo momento in cui aveva cominciato a scrivere la saga, fin da quando aveva capito che tutto — la tempra dei Florio, la loro ostinazione, la loro capacità di ricominciare — veniva da qui, da questa terra stretta tra rocce e mare.
La cerimonia ha rappresentato un momento raro di convergenza tra istituzioni, associazionismo e cultura: il Rotary come promotore civile, il Comune come garante istituzionale, l’università come voce critica e scientifica, la comunità come destinataria e protagonista. Un modello di iniziativa culturale radicata nel territorio che dimostra come il riconoscimento del proprio patrimonio narrativo sia tutt’altro che un gesto nostalgico. È, al contrario, il gesto più radicalmente moderno che una comunità possa compiere: prendere in mano la propria storia e farne una bussola per il futuro.
Stefania Auci ha scelto di far nascere il mito dei Florio a Bagnara Calabra, in quel «pugno di terra rubato alla montagna, stretto tra rocce e mare». Ieri Bagnara le ha risposto: «Benvenuta a casa».