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09/06/2026 ore 21.00
Cultura

Borghi in Scena, a Bova il teatro diventa una riflessione sul futuro delle aree interne

Il progetto attraversa l'entroterra calabrese e riaccende il dibattito sul rapporto tra cultura, appartenenza e futuro. Dalla Capitale grecanica parte un messaggio che guarda oltre il teatro: custodire le proprie radici per continuare a costruire comunità vive

di Silvio Cacciatore

A Bova il teatro arriva con la leggerezza di un laboratorio, ma lascia sul tavolo domande che riguardano il futuro di intere comunità. In un territorio che continua a fare i conti con lo spopolamento e con il progressivo svuotamento dei piccoli centri, la presenza della Carovana Teatrale assume un significato che va ben oltre l'aspetto artistico. È un invito a fermarsi, a guardarsi attorno e a riflettere su ciò che tiene ancora unite le comunità.

È questo il filo conduttore dell'incontro con il regista Matteo Tarasco, protagonista a Bova del laboratorio intensivo di drammaturgia teatrale “Antigone Oggi”, inserito nel progetto “Borghi in Scena. Carovana Teatrale”. Un appuntamento che ha trasformato uno dei borghi simbolo dell'Area Grecanica in uno spazio di confronto sul valore delle radici, della memoria e dell'identità.

Per il regista, portare il teatro nei paesi dell'entroterra calabrese rappresenta quasi una responsabilità. «Questa carovana teatrale che porta spettacoli, workshop e laboratori in vari borghi bellissimi della Calabria è un atto dovuto rispetto alle comunità di questo territorio, che raccontano con le loro tradizioni l'importanza di non disperdere i valori antichi».

Parole che acquistano un peso particolare proprio a Bova, luogo in cui storia, lingua e tradizioni continuano a rappresentare un patrimonio vivo. Un contesto che, secondo Matteo Tarasco, offre una lezione preziosa anche a chi arriva da fuori. «Il teatro è quel luogo in cui l'essere umano impara ad essere umano». Da qui la necessità di tornare nei luoghi che conservano un rapporto profondo con le proprie origini. «Tornare alle origini e quindi anche in luoghi che sono fortemente radicati con le origini è fondamentale per capire come procedere in futuro in maniera più consapevole e più sana». Non è un ragionamento nostalgico. Nelle parole di Tarasco c'è piuttosto la convinzione che il futuro possa essere costruito soltanto da comunità che conoscono bene sé stesse. Comunità che non rinunciano alla propria storia e che continuano a riconoscersi nei luoghi che abitano.

Osservando il paesaggio che circonda il Giardino delle Parole del Museo Rohlfs, il regista affida questa idea a un'immagine semplice quanto efficace. «Noi vediamo la bellezza di questi alberi, dei rami e delle foglie, perché le radici sono sane». E ancora: «Il teatro ci dice che dobbiamo prenderci cura delle nostre radici culturali e umane e capire veramente chi siamo per imparare meglio a vivere tra di noi».

Attorno a questa visione si sviluppa l'intero progetto “Borghi in Scena”, promosso dall'associazione Adexo in partenariato con Officine Jonike Arti e Calabria Dietro le Quinte APS, con il sostegno della Regione Calabria attraverso l'Avviso “Progetti Teatrali Speciali”. Un percorso che da maggio sta attraversando diversi centri della regione, costruendo occasioni di incontro attraverso il teatro, la formazione e lo spettacolo dal vivo.

«Calabria Dietro le Quinte ha sempre promosso le arti performative, il teatro, l'arte e la cultura in generale anche in quei luoghi dove viene meno la presenza di compagnie teatrali o associazioni capaci di animare il territorio», spiega la vicepresidente Ilenia Borgia. Da qui nasce l'idea di una rete tra realtà culturali diverse che hanno scelto di condividere competenze, artisti e progetti per raggiungere territori spesso lontani dai circuiti culturali più consolidati.

Dopo le tappe di Aiello Calabro, Sant'Eufemia, Gioiosa Ionica, Siderno e Pentedattilo, il viaggio proseguirà il 13 giugno a Gallicianò, nell’acropoli grecanica del comune di Condofuri, con il workshop “Il corpo del cantastorie” guidato da Nino Racco, per poi concludersi il 20 giugno a Portigliola con il laboratorio di teatro lirico e musicale dell'Accademia Senocrito.

La cultura può ancora creare relazioni, generare partecipazione e restituire centralità a luoghi che troppo spesso finiscono ai margini delle grandi narrazioni. E in paesi come Bova, dove il rapporto con la propria identità continua a essere parte della vita quotidiana, il teatro trova forse il terreno più fertile per ricordare che il futuro passa anche dalla capacità di custodire ciò che siamo stati.