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02/05/2026 ore 12.56
Cultura

Chernobyl, dalla tragedia nucleare ai legami umani: memoria, accoglienza e il filo invisibile che unisce Calabria e Bielorussia

Dal disastro del 1986 all’impegno delle famiglie reggine per i bambini colpiti dalle radiazioni, fino al concerto del 4 maggio al Teatro Cilea

di Redazione

Alle prime luci dell’alba del 26 aprile 1986 l’umanità affrontava uno dei passaggi più tragici della sua Storia, lo scoppio del reattore nucleare di Chernobyl.

Chi di noi non ricorda bene quello che abbiamo vissuto qui, nella lontana Italia, in quei giorni?

Proviamo a immaginare quale sia stata la vita nei dintorni di Chernobyl ed in particolare in Bielorussia.

I venti in quei giorni provenienti da sud-est hanno sospinto la nube tossica verso nord-ovest attraversando tutta la Bielorussia.

Per giorni i media dell’allora Unione Sovietica non hanno dato notizia dell’accaduto.

Raccontano le cronache di quei giorni, e i tantissimi testimoni oculari, della inusuale «nevicata» che si era scatenata con la ricaduta sul terreno sotto forma di soffici e leggerissime scorie altamente radioattive.

I bambini in particolare ne facevano il loro gioco preferito.

Quando gli effetti letali e tossici della nube sono arrivati in Svezia, che ne ha dato l’allarme, allora si è avuta piena contezza della immane portata della tragedia.

Il resto è molto noto ed è stato consegnato alla Storia anche con un film molto illuminante ed esauriente al riguardo.

Noi adesso vogliamo ricordare quei giorni tragici e mettere in evidenza il grande cuore dell’Italia, della Calabria e di Reggio Calabria per essersi prodigati nell’accogliere nelle proprie famiglie i bambini del cosiddetto «progetto umanitario Chernobyl».

In percentuale sono state le nostre famiglie quelle che hanno accolto più bambini per il loro ristoro terapeutico.

Tutti bambini affetti da disturbi di metabolismo ed in particolare con gravi patologie alla tiroide.

La nostra aria di mare ed il nostro amore hanno contribuito notevolmente a dare loro dei momenti di ristoro e di recupero terapeutico funzionale e affettivo.

In questa ottica vogliamo ricordare le conseguenze umane di quella tragedia, un ponte di legami, affetti e amore.

Organizzando l’evento del 4 maggio al teatro F. Cilea di Reggio con il concerto «BIELORUSSIA E CALABRIA IN MUSICA» è nostro intento suggellare queste sorprendenti ma forti relazioni che si sono instaurate tra i nostri popoli.