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10/04/2026 ore 18.00
Cultura

Corrado Alvaro tra i grandi: Aldo Maria Morace racconta la prima Edizione nazionale per uno scrittore calabrese

Dalla consacrazione scientifica al respiro europeo dell’autore di San Luca, il presidente dell’Opera Omnia rilancia l’attualità culturale e civile dello scrittore a 70 anni dalla morte

di Silvio Cacciatore

Dagli studi de ilReggino.it, l’incontro nel salottino di “A tu per tu” con il professor Aldo Maria Morace diventa un viaggio dentro la statura culturale di Corrado Alvaro, nella sua dimensione europea e nella necessità di restituire alla Calabria uno dei suoi interpreti più profondi. Italianista tra i più autorevoli, presidente dell’Edizione nazionale dell’Opera Omnia dello scrittore di San Luca, Morace lega subito il discorso alla terra d’origine e al rapporto personale costruito negli anni.

«Sono sempre forme di protesta contro il potere, qualunque esso sia. San Luca è stata spesso bersagliata, a ragione o a torto, dalle istituzioni. Io amo profondamente San Luca, dove per venticinque anni sono andato come presidente della Fondazione Alvaro a mie spese. Era un modo per dare alla mia terra quello che avevo avuto». Un legame che attraversa un lungo ciclo, interrotto da una decisione prefettizia che lo ha «ferito profondamente», ma che ha segnato anche un nuovo inizio. «È stata anche una panacea, perché ho potuto dedicarmi integralmente al mio compito assoluto: portare avanti l’edizione nazionale dell’Opera Omnia di Alvaro».

Un lavoro che Morace definisce prima di tutto scientifico e filologico, ma anche carico di valore simbolico. «È la prima volta per uno scrittore calabrese in centocinquant’anni. Solo due edizioni nazionali sono state approvate quest’anno, Verga e Alvaro. È una consacrazione nazionale e mondiale che fa bene alla Calabria». L’edizione nazionale, ricorda, nasce nell’Ottocento per volontà di Francesco De Sanctis e riguarda i grandi autori della letteratura italiana. «Dante, Petrarca, Leopardi, Tasso. Ora c’è finalmente Alvaro. Porta con sé tutta la cultura plurimillenaria della Calabria, dalla magnogrecità fino alla modernità».

Morace insiste sulla necessità di superare l’immagine riduttiva dello scrittore «periferico». «Alvaro è stato un grande giornalista, inviato speciale in Francia, Berlino, Russia, Svezia. Aveva le antenne sul suo tempo. Ha rivelato all’Italia autori come Brecht, Achmatova, Pasternak. È stato un interprete decisivo della cultura europea». Uno sguardo capace anche di anticipare i drammi del Novecento. «Fu il primo a comprendere ciò che stava accadendo in Germania, prefigurando l’avvento del nazismo. Questo è il vero Alvaro, l’intellettuale europeo».

Un’attualità che emerge soprattutto nella lettura de «L’uomo è forte». «Alvaro è stato un grande interprete dei totalitarismi. Ha scritto un romanzo che anticipa il mondo della paura, dell’oppressione, del potere che entra nella vita di ognuno. Leggerlo oggi significa comprendere quello che sta accadendo». Un’analisi che si lega alle iniziative per il settantesimo anniversario della morte dello scrittore, in un circuito culturale che coinvolge anche Pirandello e Grazia Deledda. «Pirandello è stato quasi un padre adottivo per Alvaro. Frequentazione quotidiana, dialogo continuo. La sua caratura si percepisce anche attraverso queste relazioni».

Alla fine, il consiglio di lettura si sposta su un’opera che Morace definisce il vertice assoluto. «Consiglierei «La lunga notte di Medea», una tragedia di una bellezza sconvolgente. Alvaro reinterpreta il mito in chiave moderna: Medea non uccide i figli per gelosia, ma per salvarli dall’odio razziale. È l’antenata di tante donne costrette a vagare cercando un luogo dove vivere. È la voce più alta della magnogrecità alvariana».

La conversazione si chiude con la sensazione di una restituzione culturale. Corrado Alvaro esce dai confini della provincia, torna dentro la storia europea e, attraverso l’edizione nazionale, rientra nella contemporaneità. Un percorso che, nelle parole di Morace, diventa anche un messaggio per la Calabria: «Alvaro è un grande interprete del suo tempo e questa edizione mostrerà quanto abbia dato alla cultura europea».