Dal murale di Cicca ai romanzi di Criaco: l'emozionante 25 aprile di Sant’Agata del Bianco
La giornata si è conclusa con l’inaugurazione della mostra fotografica di Giuseppe Sicari
«Una giornata indimenticabile. Siamo partiti dal centro storico, con lo svelamento del murale di Antonio Zappia, “Il volo di Cicca”: un’opera che porta sulle nostre pareti una figura nata dalle pagine di Saverio Strati e la restituisce allo sguardo di tutti, anche a quello dei figli di Terrarossa. Poi la presentazione del libro di Gioacchino Criaco nella Sala Consiliare: un incontro vero, intenso». Così il sindaco di Sant'Agata del Bianco, Domenico Stranieri, racconta la giornata del 25 aprile nel paese di Saverio Strati. In un angolo poco esposto ma sempre suggestivo, è stato mostrato il volto di Cicca, bellissima e ribelle, che al posto della vita ha scelto la libertà. Un’immagine potente che lega la letteratura allo spazio urbano, come già è stato fatto per tanti scorci del bellissimo borgo della Locride. A seguire, in una sala consiliare gremita, si è parlato di “Dove canta il cuculo”, il nuovo romanzo di Gioacchino Criaco, che di Strati è “figlio” per cultura e ispirazione narrativa.
«Ogni libro rappresenta una nuova pagina del grande romanzo di Gioacchino Criaco» ha detto Luigi Franco, direttore editoriale della Rubbettino, casa editrice che ha dato ai lettori la grande narrativa dello scrittore di Africo, ad iniziare dal dirompente successo di “Anime nere”, «La sua è una letteratura che non vuole essere consolatoria, bensì scuotere, in maniera "urticante", cruda».
«Con questo nuovo romanzo torno ad abbracciare in maniera circolare le atmosfere di "Anime nere", la rappresentazione del mondo visto attraverso gli occhi dei cattivi, perché anche il male si evolve e cambia ed è specchio dei tempi» ha chiarito Criaco.
A concludere, ancora il sindaco Stranieri: «Criaco non provincializza la Calabria. La mette in movimento. La porta fuori dai suoi confini. La fa diventare materia narrativa internazionale, senza toglierle la sua voce più antica».
Infine, l’inaugurazione della mostra fotografica di Giuseppe Sicari, dedicata agli antichi mestieri santagatesi: una raccolta intensa di volti, mani e gesti, frammenti di un mondo che continua a parlare al presente, custodendo il valore delle radici e della memoria collettiva.