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28/04/2026 ore 11.21
Cultura

Dallo Stretto a Torino, il percorso di LBS tra arte e visione critica: “Antrum Oximory” porta il paradosso al centro del contemporaneo

Alla rassegna Casa Accademia, Bruno Salvatore Latella costruisce un ambiente immersivo che riflette su Antropocene e tensioni dell’umano

di Redazione

Da Reggio Calabria a Torino: l’artista reggino LBS protagonista alla rassegna Casa Accademia con la mostra “Antrum Oximory: Il paradosso dell’ossimoro”

Alla rassegna Casa Accademia 2026, l’artista reggino Bruno Salvatore Latella presenta Antrum Oximory, un ambiente immersivo tra desiderio e obbedienza che interroga le contraddizioni del presente.

Si è conclusa a Torino, negli spazi di Pastis, Antrum Oximory: Il paradosso dell’ossimoro, mostra personale dell’artista reggino Bruno Salvatore Latella, in arte LBS, ospitata all’interno della rassegna Casa Accademia 2026, promossa dall’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino in collaborazione con Pastis.

Curata da Gabriele Romeo, con la co-curatela di Nina Panico, la mostra ha segnato un nuovo e significativo passaggio nel percorso di ricerca di Bruno Salvatore Latella, artista originario di Reggio Calabria, classe 1999, da anni impegnato in una pratica visiva che intreccia arte contemporanea, riflessione pedagogica e critica sociale.

Con Antrum Oximory, Latella ha costruito un ambiente immersivo e site-specific capace di interrogare il presente attraverso la lente del paradosso. Al centro del progetto, il concetto di ossimoro è stato assunto non solo come figura retorica, ma come struttura profonda del contemporaneo: una condizione in cui desiderio e obbedienza, attrazione e collasso, impulso e controllo convivono in una tensione costante e irrisolta.

La mostra si è articolata in un percorso tripartito, concepito come un “nuovo Eden” corroso dall’azione antropica, in cui l’essere umano appare intrappolato tra due forze solo apparentemente opposte: Cupere (desiderare) e Obedi (obbedire). In questo sistema dicotomico, Latella ha costruito una narrazione visiva in cui le polarità non si escludono, ma si alimentano reciprocamente, restituendo un’immagine lucida e perturbante del nostro tempo.

Attraverso una grammatica visiva che fonde linguaggio digitale, pittura e installazione, l’artista ha dato forma a figure antropomorfe sospese tra umano e post-umano, tra rovina e mutazione. Le opere, sviluppate digitalmente e successivamente tradotte in presenza fisica, sono state realizzate su superfici in PVC adesivo, acrilico e interventi materici, costruendo un ambiente immersivo ad alta densità simbolica e percettiva.

Fulcro dell’intero percorso è stata Black Sun, grande opera retroilluminata e unico centro luminoso dell’installazione: un sole nero, magnetico e perturbante, concepito come dispositivo simbolico del vuoto, dell’ignoto e della tensione umana verso ciò che sfugge alla comprensione. Intorno a questa presenza enigmatica si sono concentrate le forze dell’intero impianto espositivo, trasformando l’opera in nucleo concettuale della mostra.

Alla base della ricerca di Latella si è consolidata una riflessione critica sul presente che attraversa i concetti di Antropocene e Homo Deus: da un lato, l’epoca in cui l’intervento umano ha alterato in modo irreversibile gli equilibri del pianeta; dall’altro, la tensione prometeica di un’umanità che, nel tentativo di superare i propri limiti, ambisce a una forma di trascendenza e dominio quasi divina.

Con Antrum Oximory, Bruno Salvatore Latella conferma una ricerca artistica rigorosa e stratificata, capace di coniugare immagine e pensiero, tensione estetica e coscienza critica. Un percorso che, partendo da Reggio Calabria, continua a svilupparsi nel contesto della giovane arte contemporanea italiana, portando al centro del dibattito una riflessione visiva sulle contraddizioni del presente.

Si ringrazia QuadrusLight per il supporto tecnico fornito nella realizzazione e installazione dell’opera retroilluminata Black Sun.