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07/04/2025 ore 21.20
Cultura

David di Donatello 2025: il cinema italiano in prima linea

Un ex aequo che parla di due Italie: quella della memoria politica e quella di un’eterna giovinezza immaginata sullo sfondo del Golfo
di Aldea Bellantonio

Con le nomination annunciate, i David di Donatello 2025 raccontano un anno di cinema che ha saputo interrogarsi, emozionare, e anche rischiare. A guidare la corsa sono Berlinguer – La grande ambizione di Andrea Segre e Parthenope di Paolo Sorrentino, entrambi con 15 candidature. Un ex aequo che parla di due Italie: quella della memoria politica e quella di un’eterna giovinezza immaginata sullo sfondo del Golfo.

Subito dietro, L’arte della gioia di Valeria Golino e Vermiglio di Maura Delpero con 14 nomination ciascuno, segno di una stagione che ha finalmente dato spazio a sguardi femminili forti, a trame complesse, a narrazioni che scavano.

Nelle categorie attoriali spiccano nomi noti come Elio Germano e Silvio Orlando, ma c’è anche spazio per volti nuovi, come Celeste Dalla Porta e Tecla Insolia, che portano in scena una freschezza necessaria. E c’è un’altra novità significativa: per la prima volta viene assegnato il premio per il miglior casting director, riconoscendo ufficialmente chi costruisce, in silenzio, le alchimie sullo schermo.

La cerimonia si terrà il 3 maggio. Nel frattempo, il cinema italiano si mette in vetrina, ma anche in discussione. Perché un premio, in fondo, è sempre un modo per chiedersi chi siamo stati, e chi vogliamo diventare.