Dopo il successo a SalTo26, “Calùra” di Saverio Gangemi arriva a Locri per il Maggio dei Libri
Venerdì 22 maggio a Palazzo Nieddu la presentazione dell’esordio narrativo edito da Rubbettino: una potente allegoria tra climate-fiction, memoria e Sud metafisico
“Calùra”, sorprendente esordio narrativo di Saverio Gangemi (edito da Rubbettino), romanzo finalista al prestigioso Premio Calvino per le opere prime inedite, dopo la calorosa accoglienza a SalTo26, sarà presentato, nell’ambito del Maggio dei Libri per Locri Città che legge, venerdì 22 maggio 2026, ore 18.30, nella sala della Biblioteca Comunale “G. Incorpora” di Palazzo Nieddu, a Locri.
Quella di Saverio Gangemi è una delle voci più originali della nuova narrativa italiana. “Calùra” non ha nomi di luoghi né cronologie precise. Il paesaggio è una terra arida, dominata da una calura misteriosa e implacabile. Le acque della fiumara stentano a dissetare uomini e animali; tra i sassi sopravvivono serpenti e lucertole. Solo un grande albero resiste, mentre gli abitanti cercano disperatamente di opporsi a una fine che sembra inevitabile. In questo tempo sospeso, Saverio Gangemi costruisce un racconto allegorico e potente, dove la natura, la memoria e la fragilità umana si intrecciano in una scrittura intensa e poetica.
La giuria del Premio Calvino ha definito l’opera: “Una versione originale di climate-fiction dai tratti allegorici, alla cui aura fascinosa dà sostanza un’invenzione linguistica che fonde con perizia registro colto, elementi dialettali e parole dismesse”.
“Un Sud metafisico”, “una scrittura limpida e lirica” (Massimo Onofri nella motivazione con cui ha proposto il romanzo alla LXXX edizione del Premio Strega).
“Una maledizione atmosferica, un paese che brucia, i morti che diventano uno sciame di lucciole. Calura è una potentissima allegoria del presente, è il romanzo che racconta la nostra febbre morale” (Andrea Pomella).
A introdurre la presentazione sarà l’assessore alla Cultura Domenica Bumbaca, dialogheranno con l’autore la giornalista Maria Teresa D’Agostino e il direttore editoriale della Rubbettino, Luigi Franco.