Expo Arte dei Due Mari attraversa Messina e arriva a Reggio, Pistorio: «Siamo un unico popolo, due città separate da un po’ di mare»
L’arte contemporanea mette in dialogo le due sponde con mostre, incontri e spazio ai giovani talenti. Palazzo Campanella, Pinacoteca civica e L’Accademia ospitano il percorso reggino, mentre prende forma il progetto di una Biennale condivisa nel 2027
«Siamo un unico popolo nello Stretto, siamo due città separate da un po’ di mare». Gianfranco Pistorio, presidente della Biennale d’arte di Messina, affida a queste parole il senso dell’approdo a Reggio Calabria di Expo Arte dei Due Mari. Un percorso che parte dalle opere e dall’incontro tra artisti, ma guarda a una collaborazione stabile con Messina, fino al progetto di una Biennale che nel 2027 possa portare il nome di entrambe le città.
Dopo l’avvio messinese del 26 settembre, la manifestazione arriva sulla sponda calabrese nel segno di «Connessioni», il tema che accompagna il confronto tra territori, generazioni e linguaggi espressivi. Il programma reggino si sviluppa dal 3 al 18 ottobre, con le mostre di arti visive ospitate a Palazzo Campanella, nella Pinacoteca civica e a L’Accademia – Art Gallery, dove l’inaugurazione è prevista domenica 4 ottobre alle 17.
A tenere insieme le tappe è la volontà di riconoscere nello Stretto uno spazio culturale comune, nel quale le esperienze maturate nelle due città possano incontrarsi e costruire nuove opportunità.
«Il popolo dello Stretto» e il progetto per il 2027
Ai nostri microfoni, Pistorio parte dalla storia condivisa delle due sponde, dal terremoto del 1908 e dalla capacità di entrambe le città di risollevarsi dalla devastazione. «Finalmente stabiliamo questa connessione fra le due città, quello che a me piace definire il popolo dello Stretto. Messina e Reggio Calabria hanno subito il terremoto del 1908 e sono risorte, perciò hanno molto in comune», racconta. «Siamo pienamente convinti che questa unione possa crearsi attraverso l’arte, la cultura e il dialogo», con l’ambizione di diventare insieme un punto di riferimento nel Mediterraneo.
È una prospettiva che supera il calendario di questa edizione e che il presidente lega a un obiettivo preciso: «Vogliamo portare avanti il progetto della creazione della Biennale di Messina-Reggio Calabria, da fare nel 2027».
Un percorso costruito attraverso il confronto con le istituzioni. «Abbiamo instaurato piano piano, in questi anni, un dialogo. Il Consiglio regionale ha accolto il progetto e ha capito subito l’importanza di unire le due sponde e fare arte e cultura di un certo livello», spiega Pistorio.
Anche con l’amministrazione comunale, aggiunge, si è avviata una collaborazione che ha consentito di mettere a disposizione la Pinacoteca civica: «Hanno capito che l’arte e la cultura possono essere veramente un volano di turismo, come si è fatto a Messina. La nostra esperienza la voglio unire qui a Reggio».
Artisti affermati e giovani talenti
Nelle diverse sezioni della manifestazione, riferisce Pistorio, sono coinvolti 120 artisti e 52 studi professionali di architettura, ai quali si aggiungono i protagonisti delle rassegne teatrali e cinematografiche. Queste ultime, spiega, non è stato possibile portarle anche a Reggio per i tempi stretti di organizzazione, ma l’intenzione è di estendere ulteriormente il progetto sulla sponda calabrese.
La scelta delle opere risponde al tema delle connessioni, attraverso un confronto tra esperienze consolidate e nuove ricerche. A illustrarne il percorso è Giampaolo Chillè, storico dell’arte e componente del comitato tecnico scientifico della sezione arti visive insieme a Giovanna Famà.
«Ci sono due percorsi diversi. Il primo riguarda gli artisti affermati, che sono stati sostanzialmente invitati. Sulla scorta dei progetti e delle opere che hanno presentato abbiamo operato una selezione in base a quello che era più adeguato alla nostra idea di connessioni», spiega Chillè ai nostri microfoni.
Accanto a questo percorso, una call ha consentito di selezionare giovani artisti under 30. Per lo storico dell’arte è uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa: «La manifestazione consente gratuitamente di dare spazio a giovani artisti che sovente rimangono fuori dai grandi circuiti dell’arte contemporanea e per accedervi devono pagare».
Una possibilità di esposizione e confronto che porta dentro le mostre sguardi differenti sul presente. «Molte cose interessanti emergono dai giovani. Hanno dei linguaggi sicuramente freschi e si integrano benissimo, dialogano e si connettono con le opere degli artisti affermati, perché ci offrono una visione prismatica del contemporaneo, dell’arte di oggi».
Pittura, scultura e installazioni diventano così parte di un racconto plurale, nel quale la relazione si costruisce anche tra forme espressive e generazioni.
I saluti delle istituzioni e il valore del territorio
A portare i saluti del sindaco Francesco Cannizzaro è stata la consigliera comunale Serena Mangano, mentre Carmelo Nucera, capo di gabinetto del presidente del Consiglio regionale della Calabria, è intervenuto in rappresentanza di Salvatore Cirillo.
Nel suo intervento Mangano ha richiamato la valorizzazione del territorio, attraverso un viaggio dentro l’arte capace di raccontare lo Stretto come luogo che unisce le due sponde. Un’occasione per riconoscere e condividere il patrimonio delle due città, accompagnata dall’augurio che Reggio e Messina possano ritrovarsi unite nell’orgoglio della propria identità, nella cultura, nella bellezza e nel dialogo.
Da Palazzo Campanella è arrivato anche il messaggio del presidente Cirillo, portato da Nucera: «Palazzo Campanella è la casa dei calabresi e vogliamo che sia sempre più aperta all’arte, alla cultura e ai cittadini».
Un impegno che trova nel tema «Connessioni» il senso dell’iniziativa: «L’arte mette in relazione persone, territori e linguaggi diversi, creando occasioni di incontro e confronto». Al centro, la collaborazione tra istituzioni, associazioni e realtà culturali, insieme all’attenzione per i giovani artisti e i nuovi talenti.
«Reggio e Messina possono crescere insieme anche attraverso la cultura», prosegue il messaggio. «Rafforzare queste connessioni significa costruire insieme nuove occasioni di cultura, partecipazione e crescita».
L’architettura a bordo, tra le due sponde
A dare una forma concreta all’idea di connessione sarà anche l’appuntamento di lunedì 12 ottobre sulla nave Elio della flotta Caronte & Tourist. Il programma prevede l’inaugurazione della mostra «Oltre il Fronte 2026», a cura dell’Ordine degli Architetti di Messina e della Fondazione Architetti del Mediterraneo, la premiazione con Guendalina Salimei presidente della giuria e una sua lectio magistralis dedicata a «Terrae Aquae. L’Italia e l’intelligenza del mare».
La scelta di una nave assume, nelle parole di Pistorio, un significato preciso: fare dello spazio attraversato ogni giorno tra Messina e Reggio anche un luogo di confronto sui progetti di architettura e urbanistica.
L’auspicio, per Chillè, è che il rapporto costruito attraverso Expo possa continuare oltre la manifestazione. «Vediamo queste due città come due realtà differenti, invece sono unite da questa autostrada liquida che è lo Stretto. Abbiamo sempre dialogato storicamente: sarebbe il caso di unire le forze e dialogare anche da un punto di vista artistico».
Una collaborazione che risponde anche alla necessità di utilizzare al meglio le risorse disponibili. «Oggi le risorse economiche sono limitate e ottimizzare questo tipo di operazioni è sicuramente positivo per tutti», osserva lo storico dell’arte. La sfida del 2027 comincia dunque da qui: dalle opere, dagli spazi aperti al pubblico e dalla possibilità di trasformare un incontro tra le due sponde in un lavoro comune.