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15/08/2022 ore 08.30
Cultura

Ferragosto: Bronzi, Cattolica e Musaba tra le mete culturali preferite

Tra i musei e i siti archeologici aperti in Calabria anche in questa giornata festiva, molti ricadono nel reggino
di Anna Foti

Non solo mare e montagna, ma anche musei e parchi archeologici tra le possibili mete di Ferragosto a Reggio Calabria.

Tra le maggiori attrattive, i Bronzi di Riace, nell’anno del cinquantesimo anniversario del loro ritrovamento, e il ricco museo che li ospita. Gli straordinari capolavori risalenti al V secolo a.C. sono infatti in mostra permanente presso il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, dove saranno visitabili anche nel giorno che precede quello del cinquantesimo anniversario del loro rinvenimento a Riace (16 agosto 1972-2022).

Il museo di Reggio e i Bronzi di Riace

Il percorso museale parte dalla preistoria, proponendo un viaggio che da Paleolitico, Mesolitico (120.000-12.000 anni fa), Neolitico (da 12.000 a 4.000 anni fa) approda alle età dei metalli quali Bronzo e Ferro (dal II millennio all’VIII secolo a.C.) e poi alle Città della Magna Grecia, con le preziose testimonianze provenienti dalle colonie di Sibari e Crotone, Medma e Hipponion, Caulonia e Locri. Poi la sezione dei Santuari della Magna Grecia, Mannella e Marasà di Locri, Passoliera di Caulonia e Apollo Aleo di Krimisa nell’attuale territorio di Crotone, e le sezioni dedicate alla Vita quotidiana con il teatro ellenistico di Locri, tra quelli meglio conservati in Calabria, i costumi funerari della necropoli di Metauros, Locri Lucifero, Laos, Castellace e Varapodio e la Casa del mosaico di Taureana, dell’epoca di Lucani e Brettii. Un’ampia sezione espositiva è dedicata a Rhegion, grande colonia calcidese – all’età ellenistica risale anche la necropoli venuta alla luce durante la costruzione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, nel 1932 – e alla Reggio Romana, Rhegium Julii. Tra i reperti spiccano il Kouros marmoreo, i Bronzi di Riace, i tesori del relitto di Porticello, rinvenuti nel 1969 a Villa San Giovanni da alcuni pescatori, le cosiddette Testa del Filosofo e Testa di Basilea.

Le vestigia delle città Magnogreche e Romane

La visita nel reggino può presentarsi come un itinerario che da una costa all’altra culmina nella visita al museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Pregna di storia antica è, infatti, tutta l’attuale area metropolitana reggina dove un tempo sorgevano, tra le altre, le colonie di Medma (Rosarno), Locri e antica Kaulon (Monasterace), i cui musei e parchi saranno aperti a Ferragosto

Sarà possibile ammirare i rinvenimenti nelle zone corrispondenti alle aree sacre di Calderazzo e Sant’Anna dell’antica Medma a Rosarno, venuti alla luce grazie attraverso agli Orsi, e i resti del tempio dorico e del mosaico ellenico più grande d’Europa popolato da Draghi e dei Delfini dell’antica Kaulon a Monasterace. Il Museo archeologico nazionale di Locri Epizefiri custodisce reperti vita di Locri nel periodo greco mentre il Complesso museale Casino Macrì conserva le testimonianze riconducibili all’età romana e tardo-antica.

E poi c’è anche un altro museo a cielo aperto che è il parco dei Taureani Antonio De Salvo a Palmi, dove la strada romana conduce ad una vista mozzafiato a picco sul mare Tirreno e sul Porto di Taureana. Lì palpita la città italica divenuta brettia e poi romana, attraverso i quartieri abitativi, le architetture pubbliche, sacre e private come la casa del mosaico, il santuario urbano (meglio noto come il palazzo di donna Canfora).

Al Musaba l’idillio tra Arte, Architettura e Paesaggio

Non solo archeologia e storia antica ma anche l’arte moderna pregna di visione e di coraggio, di impeto e bellezza che, radicandosi in un’atmosfera ancestrale, alberga nel museo di Santa Barbara Musaba. Frutto dell’intuizione dei visionari Hiske Maas e Nik Spatari, architetto che il mondo ha perduto qualche anno fa, il museo è oggi un luogo di elezione, uno scrigno in cui arte, architettura e paesaggio si fondono in modo sublime. Un antico complesso monumentale del IV secolo a.C. in località Mammola, salvato dal degrado e consegnato all’ispirazione di Nik Spatari, di cui ospita le originali opere visive e le maestose architetture tridimensionali, e alla passione di Hiske Maas che continua ad alimentare quella bellezza. Un laboratorio a cielo aperto, meta internazionale di artisti e appassionati, dove in ogni cosa, anche nelle pietre, palpita la vita e quella tensione eterna a coglierne anche solo un frammento.

La Calabria Bizantina a Stilo

L’arte immersa nella natura anche a Stilo dove è visitabile la Cattolica, chiesa bizantina per eccellenza, incastonata alle pendici del monte Consolino nella Vallata dello Stilaro. La Cattolica Stilo, patria di Tommaso Campanella, dal 2006 candidata a diventare Patrimonio dell’umanità Unesco, con i suoi nove spazi quadrati e circoscritti da quattro colonne presumibilmente romane, con i bracci della croce voltati a botte, cinque cupole emisferiche, coperte esternamente con tegole disposte ad anelli concentrici. Uno spettacolo fuori e dentro poiché custodisce affreschi con raffigurazioni legate a modelli e a soggetti iconografici bizantini, tra cui la Dormitio Virginis, l’Ascensione, San Nicola, San Basilio e San Giovanni Crisostomo.