Festa Madonna, l’epopea dimenticata dei Carri Allegorici torna a vivere nel libro di Diego Praticò
Un viaggio di 136 pagine, edito da Città del Sole Edizioni, tra fotografie inedite, documenti, canzoni e protagonisti di una tradizione popolare che per anni animò il Corso Garibaldi
«Il carrista è un interprete del tempo: che si tratti di sognare un ponte sullo Stretto o di mettere in scena il Purgatorio dantesco tra le baracche dei quartieri dimenticati, la sua opera è un atto di resistenza culturale». Son parole che Diego Praticò, docente e musicista, scolpisce su di una delle 136 intriganti pagine del suo «I Carri Allegorici di Festa Madonna», esordio suo nel mondo dell’editoria, appena pubblicato da Città del Sole Edizioni.
È un testo agile, prezioso, custode di un archivio fotografico che immortala scene e documenti fino a qui rimasti sconosciuti. O conosciuti sol da coloro che, a quell’epoca, vivevano in prima persona l’esperienza della creazione e della sfilata dei Carri Allegorici a Festa Madonna.
È un libro, sbocciato anche su impulso di Giuseppe Alampi, maestro carrista e paroliere, ch’è, al contempo, ricerca etnomusicologica e narrazione dell’epopea reggina dei Carri Allegorici.
È un volume che offre l’opportunità di respirare l’atmosfera che il popolo reggino, per anni, visse al venerdì di Festa Madonna, allorquando, assiepati sui marciapiedi del Corso Garibaldi, s’aspettava il passaggio dei Carri. E a proposito dei Carri: «Il Regolamento, rigoroso fin dagli anni Quaranta, imponeva una disciplina ferrea. Il tema doveva essere allegorico e ispirato alla vita cittadina del presente o del passato, ma era categoricamente vietato trattare argomenti politici. Questa censura silenziosa portava spesso al taglio di versi o intere strofe delle canzoni che accompagnavano il carro, a testimonianza di quanto la parola del popolo fosse temuta».
Mentre, relativamente all’aspetto musicale, Praticò precisa: «L’elemento che rende unica la tradizione reggina, distinguendola da altri carnevali o feste patronali, è la sua dimensione sonora: la canzone del carro. Ogni macchina festante è un organismo canoro che porta con sé brani inediti, parole e note che danno voce al malcontento o alla speranza».
Caratteristica determinante, del libro di Praticò, è il suo essere scrigno di ricordi documentati: ad esempio, il lettore potrà scorrere gli articoli del «bando» che annuncia il «concorso a premi per la realizzazione dei Carri Allegorici nell’anno 1966». Bando indetto dal Comitato Feste Patronali della Città di Reggio Calabria.
Senza scordar che le tabelle, curate nei minimi dettagli, offriranno l’occasione per scoprire, anno dopo, anno, Carri, autori, tematiche, canzoni, parolieri, musicisti, cantanti.
Insomma, «questo saggio – chiosa Diego Praticò – è un omaggio alla vitalità di una cultura popolare che non si arrende. In un mondo che corre verso l’omologazione, Festa i Maronna rimane un baluardo di identità, un rito catartico dove, tra un “Viva Maria” e una satira tagliente, la comunità reggina continua a cercare la propria “primavera”, convinta che, se saprà reagire, il suo domani potrà ancora colorarsi di speranza».