I mille volti di Tommaso Campanella: l'ultima ricerca di Francesco Sorgiovanni
In libreria il volume che ricostruisce l'iconografia del filosofo di Stilo a quattro secoli dalla sua liberazione
A quattrocento anni esatti da quel 1626 che vide Tommaso Campanella riacquistare la libertà dopo ventisette anni di prigionia, la figura del filosofo calabrese torna a brillare sotto una luce nuova. Arriva infatti nelle librerie l'ultima fatica letteraria del giornalista e scrittore Francesco Sorgiovanni Errigo, dal titolo "Tommaso Campanella, Iconografia di un Filosofo" , edito da Città del Sole.
N on si tratta della consueta biografia, bensì di un'indagine meticolosa e affascinante sul potere dell'immagine. Sorgiovanni ha messo insieme una straordinaria galleria figurativa: un corpus di dipinti, stampe, sculture e medaglie che, partendo dai primi decenni del Seicento, giunge fino alla sensibilità contemporanea . L'opera esplora come il volto del pensatore di Stilo sia stato interpretato e tramandato, diventando di volta in volta simbolo di eroismo, martirio o pura curiosità intellettuale.
Il volume, di 264 pagine arricchite da tavole a colori, si apre con una narrazione biografica densa di aneddoti , spesso poco noti, che restituiscono la dimensione umana e avventurosa di un uomo che fu, a tutti gli effetti, un vir illustris. La ricerca iconografica vera e propria è invece suddivisa in cinque sezioni: dalle prime raffigurazioni coeve alla morte del filosofo, passando per la ricca produzione di incisioni e sculture, fino ad arrivare alle cosiddette " carte povere ", testimonianze curiose che dimostrano quanto il mito campanelliano sia radicato nell'immaginario collettivo.
L'autore, già noto per i suoi studi sulla storia locale e per la monografia sul pittore Francesco Cozza, conferma con questo lavoro la sua attenzione per i modelli di comunicazione e la capacità di rendere accessibile al vasto pubblico la complessità della cultura storica. Nelle pagine del libro, l'immagine di Campanella non appare mai statica : il lettore scopre come artisti e committenti hanno plasmato i tratti del filosofo, talvolta senza averlo mai incontrato, ma basandosi esclusivamente sulla forza del suo pensiero e della sua fisionomia.