Sezioni
21/06/2026 ore 06.30
Cultura

Il museo dello Strumento Musicale (ri)vive attraverso la mostra al MaRC ma resta in attesa di riaprire

Per l'odierna festa della Musica l'esposizione in piazza Paolo Orsi al MaRC, visitabile ancora oggi. Ieri la performance musicale nell'ambito del progetto di rilancio “Amodeo canta Spagna”. Ancora nessun bando per la riqualificazione e l'ampliamento della struttura, chiusa da anni e al centro del nuovo lungomare di Reggio

di Anna Foti

La musica vive, nonostante tutto . Nonostante le fiamme che ne distruggono gli strumenti, nonostante le difficoltà di assicurarle un nuovo luogo in cui tornare a raccontarsi ea raccontare, nonostante le lungaggini burocratiche tengano ancora in stallo la riapertura di un suo tempio. La musica vive nelle persone che la amano e credono che nessuna causa sia capace di silenziarla, di lasciarla definitivamente all'oblio. Così il Museo dello Strumento musicale di Reggio Calabria , un tempo custode di 800 esemplari da tutto il mondo, andati distrutti a causa di un incendio doloso nel 2013 e poi riaperto grazie all'amore per la musica, alla solidarietà e alla resilienza della famiglia Spagna , pur essendo chiuso resta vivo e attivo.

La sua storia e la sua ubicazione strategica in pieno lungomare  gli sono valsi un progetto di riqualificazione, poi anche di allargamento, che tuttavia ancora non ha visto la luce che tiene "in ostaggio" la sua riapertura.

Il respiro della Musica

Ma l'associazione culturale Museo dello strumento musicale Mustrumu continua a parlare di musica e far parlare la musica, a promuovere iniziative culturali sul territorio come la recente esposizione in piazza Paolo Orsi all'interno del Museo archeologico Nazionale di Reggio Calabria dal titolo “Il respiro della Musica”. In occasione dell'odierna 32ª Festa della Musica, dedicata quest'anno al tema “La Voce dei Luoghi”, l'associazione ha promosso un percorso suggestivo, attraverso cinque strumenti appartenenti alla famiglia degli aerofoni, visitabile fino a oggi.

Soffia “Il respiro della musica” al museo archeologico di Reggio – FOTO

Ieri la mostra ha fatto da sfondo alla performance musicale nell'ambito del progetto “Amodeo canta Spagna” (musiche di Salvatore Familiari, testi di Demetrio Spagna, voce di Giovanni Amodeo) nato con l'obiettivo di rilanciare il Mustrumu e raccontare la storia di passione e dedizione di cui è portatore, non solo in Calabria e non solo in Italia.

Il progetto “Amodeo canta Spagna”

«Con questa iniziativa inizia l'avventura che verrà portata anche nei musei del resto d'Italia e anche all'estero, per esempio ad Atene. Siamo pronti per partire, sperando che l'opinione pubblica e chi di dovere si sensibilizzino. Per trent'anni l'associazione ha consentito a questo museo di aprire, provvedendo all'affitto, alle utenze. Abbiamo avuto cura del patrimonio, materiale e immateriale, alimentando rapporti umani e relazioni. Speriamo che tra i progetti di riqualificazione esistenti, che al momento stanno tenendo chiuso il museo e lasciando soli gli strumenti che dentro di sono, ci sia ancora quello di mantenere questa realtà che nella sua attività di valorizzazione ha portato avanti anche tanta divulgazione scientifica e promosso cultura musicale di valore. Sarebbe un peccato disperderla», ha spiegato Angela Spagna, componente del comitato scientifico dell'associazione culturale Mustrumu.

«A me dispiace che questo museo non ci fosse quando ero ragazzino e appassionato di musica. Sono andato fuori per cercare un luogo così. Sarebbe ora che riaprisse», ha sottolineato il cantante Giovanni Amodeo.

Ancora chiuso ma vivo

«Il museo dello Strumento Musicale di Reggio resta vivo nelle persone che lo hanno sempre animato. Vivo esattamente come questa mostra. Per la sua riapertura siamo in attesa. È stato avviato un iter per ristrutturarlo. Un iter burocratico che ci ha visti anche coinvolti in un confronto con l'Amministrazione Falcomatà, ormai passata. Abbiamo cercato di dare il nostro contributo affinchè il progetto tenesse conto del tipo di esposizione alla quale è destinato il museo e abbiamo proposto noi l'idea, che è stata accolta, di creare una struttura accanto a quella attuale per accogliere altri spazi museali e un piccolo auditorium. Sono stati anche individuati i fondi. Al termine di controlli e verifiche necessari si sarebbe proceduto con il bando per la progettazione di cui siamo in attesa come siamo in attesa che venga restituita dignità a quello che il Museo dello strumento musicale ha rappresentato e rappresenta in questo territorio. Siamo in attesa ma non siamo passivi e continuiamo a promuovere iniziative», ha sottolineato Ken Curatola, consigliere dell'associazione culturale Mustrumu.

La storia del Mustrumu

Alle origini c’è un’intuizione del medico reggino Demetrio Spagna che fondò il museo nel 1996. Sulla pineta Zerbi affacciata sullo Stretto, dove un tempo sorgeva la fermata del vecchio tracciato ferroviario Reggio Lido, l'associazione culturale Museo dello Strumento Musicale ha esposto, conservato, studiato e valorizzato strumenti musicali provenienti da ogni parte del mondo.

Circa ottocento strumenti catalogati, secondo il sistema Hornbostel-Sachs, in cinque famiglie: Aerofoni, Cordofoni, Idiofoni, Membranofoni e Meccanico-elettrici con una ricca sezione dedicata agli strumenti della tradizione musicale reggina e calabrese. Una collezione che spaziava dalla cultura musicale etnica a quella tradizionale popolare ea quella occidentale “colta”; una sala espositiva allestita con pannelli esplicativi, con informazioni organologiche e storiche, immagini e percorsi tematici per approfondire il suono e i contesti identitari di appartenenza degli strumenti.

Non solo legno, dunque corteccia e vimini, ma anche pelle, corna, noci, zucche, agrumi, persino buccia del bergamotto, tutti elementi naturali utilizzati per creare flauti, tamburi esposti insieme ad immagini dei prodotti della terra calabrese quali le arance, il miele, gli ulivi, le distese di coltivazioni, frantoi, mulini.

Autentici gioielli naturali, testimonianze di popoli e culture, un intreccio tra tradizioni da ogni continente e dal nostro territorio.

L' intera collezione musicale, composta dalla biblioteca costituita da preziosi volumi antichi e spartiti di inestimabile valore e dalla raccolta di strument i, è andata distrutta in un incendio di natura dolosa la notte tra il 3 e il 4 novembre 2013 . Struggenti furono, proprio quello stesso silenzio anno, tra le macerese, le note di “Amazing Grace” suonate dal celebre trombettista Fabrizio Bosso. Grazie alla resilienza della famiglia Spagna e alla donazione di nuovi strumenti, il museo ha continuato a vivere con iniziative ma a oggi non è aperto e non è fruibile come un tempo.

L'attesa non è ancora finita ma è un'attesa attiva, senza resa.