Isabella Leoni premiata con il Bergamotto d’argento: «Qualcosa di Lilla» porta la bulimia sullo schermo
La regista torna a Reggio con il film dedicato ai disturbi alimentari. Nella terza giornata del festival anche gli incontri sulla formazione e sul lavoro nello spettacolo
La bulimia raccontata attraverso il cinema, per aprire un confronto su un tema che coinvolge anche i più giovani. È "Qualcosa di Lilla”, il film con cui Isabella Leoni è tornata al Reggio Calabria FilmFest. Nella terza serata della manifestazione, la regista ha ricevuto il Bergamotto d’argento prima della proiezione nell’Arena di piazza De Nava.
«Sono molto felice di essere qui per la seconda volta», ha raccontato Leoni. «Questo festival mi ha portato tanta fortuna: l’ho conosciuto due anni fa, ho conosciuto Michele Geria e la sua generosità. Quest’anno spero che mi porti altrettanto bene con Qualcosa di Lilla e vi auguro veramente di vederlo e di esserne felici come ne sono stata io».
Accanto a lei l’attore Costantino Comito, tra gli interpreti del film. «Siamo sempre felici di intervenire in questa manifestazione. Non è la prima volta e spero non sia l’ultima: quando ci chiamano, non possiamo fare altro che accorrere», ha detto l’attore. La presentazione ha aperto il confronto sul tema della bulimia, prima che fosse il film stesso, nella sezione Schermo d’Autore, a portare quella storia davanti agli spettatori.
La giornata aveva già dato spazio a chi nel cinema e nello spettacolo vorrebbe costruire il proprio futuro. In serata Marcello Foti, già direttore generale del Centro Sperimentale di Cinematografia, ha incontrato i partecipanti al contest Next Actor Calabria, parlando dell’esperienza alla guida del Centro e del valore della formazione per i giovani che si avvicinano al settore.
Nel pomeriggio, a UNIDA, il laboratorio di Solving Srl aveva ospitato Ruggero Pegna. Al centro del suo intervento, quarant’anni trascorsi a ideare e organizzare spettacoli dal vivo: un’esperienza che ha scelto di mettere a disposizione di chi vuole capire come si comincia e che cosa richiede, ogni giorno, questo mestiere.
«Ho partecipato volentieri portando quarant’anni di attività, di sacrifici, di lavoro, di esperienze e penso ormai anche di competenza», ha spiegato Pegna. «È importante far conoscere a chi vuole avvicinarsi a questo settore la storia di tanti eventi, ciò che si incontra, come poter cominciare a immaginarsi protagonisti in prima persona di nuove avventure».
Nel suo racconto c’è anche il cambiamento vissuto dalla Calabria: dagli eventi organizzati occasionalmente alla possibilità di costruire un’attività continuativa, capace di progettare spettacoli diversi e di trovare per ciascuno un luogo nel territorio. Luoghi che, tra storia e patrimonio paesaggistico e culturale, possono dare forza a un progetto e richiamare pubblico anche da fuori regione.
Ma è sul lavoro quotidiano che Pegna insiste di più. «C’è bisogno di professionalità, di rigore, di serietà, di impegno. C’è bisogno di scegliere nella propria squadra persone che abbiano la stessa passione». E poi la precisione, quella che il pubblico non vede: «La pianificazione necessita di un sincronismo, di lancette che viaggino in modo tale che alle 21 sul palcoscenico ci sia un artista, davanti gli spettatori, e tutto funzioni come se fosse stato messo su da una bacchetta magica».
La serata si è chiusa con la proiezione di Qualcosa di Lilla. Dopo le parole di Isabella Leoni e Costantino Comito, è stato il film a raccontare al pubblico una storia segnata dalla bulimia, lasciando aperto il confronto avviato sul palco.