Sezioni
24/07/2026 ore 16.00
Cultura

La musica, elegante e intensa scrittura: Francesco Cilea e il "suo sognato ideale"

160 anni fa nasceva a Palmi il grande compositore di cui intramontabili restano le opere e l'ispirazione di cui è ancora viva fonte. Domani iniziativa di commemorazione nel comune natio nella cornice del mausoleo dove riposano le sue spoglie e sono incise le sue parole: « Nell'Arte, espressione dello spirito, norma costante ed intransigente mi è stata sempre l'italianità»

di Anna Foti

Le sue "Gina" (1889), "Tilda" (1892), "L’Arlesiana" (1897), "Adriana Lecouvreur" (1902), "Gloria" (1907), per lui "le tre creature della mia fantasia e del mio sognato ideale"rappresentate nei più importanti teatri di tutto il mondo, dirette, eseguite e interpretate dagli straordinari protagonisti della scena musicale e lirica mondiale. Rende omaggio a queste opere l'atrio del teatro comunale di Reggio Calabria alla sua memoria intitolato.

La musica del celebre compositore Francesco Cilea, nato a Palmi 160 anni fa, il 23 luglio 1866, è intramontabile come l'ispirazione di cui è ancora viva fonte.

Al teatro Bolshoi di Mosca l'Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea

Ancora risuonano le note della sua Adriana Lecouvreur al San Carlo di Napoli, dove il maestro si formò musicalmente, diretta da Davide Livermore e interpretata lo scorso giugno dalla soprano polacca Aleksandra Kurzak e quelle dell'omaggio reso sempre a giugno nell'ambito del RiM Roma in Musica, nel Municipio X di Roma con il programma “Cilea in musica: con entusiasmo, passione e creatività”.

Altre note risuoneranno anche nella sua terra natia per celebrare il 160° della sua nascita. L'assessorato comunale alla Cultura di Palmi, in collaborazione con altri partner, ha programmato per domani, sabato 25 luglio, a partire dalle ore 20:30 un percorso di Trekking urbano sui “Luoghi di Francesco Cilea” e a seguire (ore 21) un concerto commemorativo della pianista Beatrice Zoccali nella cornice del Mausoleo dedicato al Maestro.

Le note di una vita

Cilea visse a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, secoli ai quali ha lasciato una ricca eredità di opere liriche e musica da camera. Dopo Verdi fu impegnato alla ricerca di nuovi linguaggi senza spezzare il legame con la tradizione lirica italiana.

Dal tramonto al chiaro di luna, le note di Francesco Cilea risuonano nel respiro del mare di Reggio - FOTO e VIDEO

A rapirlo furono le note della “Norma” di Vincenzo Bellini, eseguite nella cornice della Villa Comunale di Palmi dalla banda cittadina diretta da colui che sarebbe stato il suo primo docente, il maestro Rosario Jonata. Quelle note condussero, fin da piccolo, il compositore Francesco Cilea nell’universo sterminato della musica che lo avrebbe reso grande ed indimenticato.

Francesco Cilea, nato nel comune reggino di Palmi il 23 luglio 1866 da Felicia Grillo e Giuseppe Cilea, morì il 20 novembre 1950 nel comune savonese di Varazze di cui fu cittadino onorario. Qui sposò Rosa Lavarello, figlia di una famiglia di costruttori navali liguri. In suo nome la città calabrese di Palmi e quella ligure di Varazze sono gemellate.

Fu nominato Primo alunno maestrino dal Ministero della Pubblica Istruzione mentre studiava musica al conservatorio San Pietro a Majella di Napoli e all’età di ventitre anni compose l’opera d’esordio, di genere lirico, “Gina”, apprezzata la quale l’editore Sonzogno gli commissionò la seconda “La Tilda”, in tre atti. Essa venne rappresentata al teatro Pagliano di Firenze per la prima volta ed infine approdò al teatro delle Esposizioni di Vienna nel settembre del 1892. Seguirono “L’Arlesiana” e “Adriana Lecouvreur”.

Il successo, ancora oggi risonante a livello internazionale, arrivò con quest’ultima nel novembre del 1902 al teatro lirico di Milano. L’ opera ambientata nel Settecento francese, più volte mirabilmente interpretata dalle grandi Sarah Bernhardt e Eleonora Duse. Un dramma ispirato alla vita dell'attrice drammatica francese, vissuta agli inizi del 1700, che si consacrò grazie alle opere di opere di Racine, Corneille, Voltaire.

Infine fu Arturo Toscanini a dirigere al teatro alla Scala di Milano nell’aprile del 1907, la tragedia in tre atti “Gloria”, un’opera rimasta incompresa dal pubblico al punto che Cilea abbandonò il teatro dell’opera e continuò a comporre musica da camera.

Fino al 1913, diresse il conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo ed il conservatorio, in cui fu avviato alla musica, San Pietro a Majella di Napoli.

Sulle orme del Maestro

Le sue spoglie sono custodite nel Mausoleo nel centro di Palmi palmese dove campeggia la celebre citazione: «Nell'Arte, espressione dello spirito, norma costante ed intransigente mi è stata sempre l'italianità, ammodernata nel progresso delle forme e della tecnica, mai soffocata, né deformata, come attestano e comprovano Arlesiana, Adriana e Gloria, le tre creature della mia fantasia e del mio sognato ideale».

Il museo musicale intitolato a "Francesco Cilea e Nicola Antonio Manfroce" ha sede nella casa della Cultura Leonida Repaci sempre a Palmi. Un ricco presidio della memoria con spartiti, bozzetti di scena, manoscritti e documenti relativi all'attività dei maestri. Di particolare pregio le cinquemila lettere dell'epistolario di Francesco Cilea e la ricca documentazione fotografica, la biblioteca musicale e le miniature realizzate da Michele Cilea, fratello del compositore.

Sono in corso le interlocuzioni preliminari per aprire proprio a Palmi la sede decentrata del conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria, città dove anche il Teatro comunale reca il suo nome.

E proprio teatro Francesco Cilea, il più grande della Calabria, di recente è stato insignito medaglia celebrativa "Verona Callas 100" e inserito tra i 24 teatri storici italiani selezionati per il Premio Internazionale dedicato alla celebre soprano che 75 anni fa, il 28 febbraio 1951, proprio sul suo palcoscenico interpretò l'Aida di Giuseppe Verdi.

La musica traccia sempre ponti nella memoria e tra i luoghi. Tra il conservatorio Cilea di Reggio e la città ligure di Varazze, dove il maestro sposò Rosa Lavarello, visse a lungo e morì nel 1950, da anni viaggia la musica del Maestro con il progetto Oltremare. Appuntamento ormai molto atteso è ogni anno il Festival "In viaggio con Cilea", con la direzione artistica di Andrea Carattino, docente di Percussioni presso il conservatorio Cilea di Reggio Calabria e di origine varazzina.

Da Reggio a Varazze in viaggio con la musica di Francesco Cilea - VIDEO

E ancora a Varazze il musicista è ricordato con un busto che adorna i giardini del lungomare proprio di fronte alla villa Cilea, che la vedova Lavarello donò alla Siae, che oggi risulta inagibile e che rischia di essere venduta.

BORGHI E LUOGHI DEL CUORE | A Varazze la villa Cilea con il pianoforte a coda e i manoscritti del maestro originario di Palmi - VIDEO