La nascita di Afrodite dalle acque di Cipro, l’incontro tra il kouros di Reggio e la Kore di Atene: al MaRC con “Ispirazioni” in mostra le Vite italiane dell’arte Greca – FOTO
Visitabile con accesso gratuito fino al prossimo 31 dicembre, la straordinaria iniziativa rappresenta un continuum dalla Grecia fino alla riva calabrese dello Stretto e un unicum che raccoglie ed espone insieme per la prima e unica volta in Italia capolavori custoditi nei migliori musei del Paese
Un legame antico si fa anche contemporaneo nel segno dell’arte greca e di quelle sue trasformazioni che da millenni tessono le trame affascinanti della nostra storia, della nostra identità e della nostra cultura. La policromia della Kore 670 di Atene e del Kouros di Reggio, la maestosità del trono Ludovisi, il trittico in marmo che celebra la nascita di Afrodite dalle onde del mare di Cipro, la pregnanza spirituale della Fanciulla di Anzio e il dolore della Niobide morente. Tutto questo è “Ispirazioni. Vite Italiane dell’arte greca”, la mostra inaugurata al museo nazionale archeologico di Reggio Calabria che resterà visitabile con accesso gratuito fino al 31 dicembre prossimo. Un continuum da Atene fino alla riva calabrese dello Stretto e un unicum che raccoglie ed espone insieme per la prima volta capolavori dell’arte greca custoditi nei migliori musei italiani che dalla capitale ellenica, dove sono rimasti esposti per tutta l’estate, approdano a Reggio Calabria, unica tappa italiana dell’esposizione.
Da Atene a Reggio Calabria per celebrare l’arte greca nel Mediterraneo, il museo pronto per “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”Si tratta di una delle principali iniziative internazionali promosse dal Ministero della Cultura, seguita alla visita istituzionale del ministro Alessandro Giuli, ad Atene nel giugno 2025 e all’incontro con il Ministro della Cultura della Repubblica Ellenica Lina Mendoni. L’iniziativa si inserisce, infatti, nei programmi congiunti tra i due Ministeri volti a rafforzare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale comune e a promuovere iniziative condivise di dialogo nel Mediterraneo, di cui evidentemente Reggio è cuore pulsante.
Si tratta, dunque, di un progetto espositivo internazionale promosso dal Ministero della Cultura italiano e dal Ministero della Cultura greco, che si colloca nell’ambito delle attività di cooperazione culturale e diplomazia euro-mediterranea e delle strategie di diplomazia culturale del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo allargato - attraverso cui il Governo promuove la cultura come strumento di cooperazione internazionale e rafforzamento delle relazioni tra Europa, Mediterraneo e Africa - e del Piano Olivetti per la Cultura - attraverso il quale il ministero della Cultura sostiene progetti capaci di coniugare valorizzazione del patrimonio, inclusione sociale, innovazione e rigenerazione territoriale.
La cerimonia e il taglio del nastro
Alla cerimonia di inaugurazione, in piazza Paolo Orsi, sono intervenuti per il Ministero della Cultura, il direttore dell’Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale Alessio De Cristofaro, e Roberta Alteri, responsabile dell’Ufficio Catalogo e Depositi del Parco archeologico del Colosseo. Per il museo dell’Acropoli di Atene il saluto del direttore Nikolaos Stampolidis, direttore Generale del Museo dell'Acropoli è stato affidato ad Anna Vlachachi, dirigente responsabile dell’ufficio Mostre del museo dell’Acropoli di Atene, e a Mariangela Ielo, responsabile per la comunicazione dell’ufficio mostre in Italia e nei Musei Vaticani, residente ad Atene da 40 anni e originaria di Reggio Calabria. Ad accoglierli e introdurli, il direttore del museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, Fabrizio Sudano che con Alfonsina Russo, Nikolaos Stampolidis, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro ha curato la mostra.
Il viaggio espositivo
Sette sezioni per ripercorrere la storia dell’arte greca in Italia dalla tarda età del Ferro fino al Novecento e all’arte contemporanea con un focus su Antonio Canova e, in questa esposizione a Reggio Calabria, altri artisti del secolo scorso, come Mario Gironi e Arturo Martini, che all’arte greca si sono ispirati, e così tracciare un filo rouge che testimonia «quanto l’antico abbia innovato e nutrito anche il XX secolo, quanto l'arte greco romana sia il vero collante che tiene unita tutta la nostra civiltà euro-mediterranea più delle lingue. Non vi è altra civiltà che sia stata tenuta unita dall’arte. L’arte greco romana, poi rinascimentale e poi ancora europea e accademica è il linguaggio che tutti parliamo e rappresenta il nostro più importante patrimonio culturale», ha sottolineato il direttore dell’Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale Alessio De Cristofaro.
La sfida di riscoprire l’arte Greca nella sua essenza
Un progetto audace perché l’arte greca è difficile e va riavvicinata al pubblico. «Nel Novecento, al netto di alcuni artisit, non abbiamo più storicizzato l’arte greca, introiettando due tendenze tipiche dell’arte contemporanea ossia quella di estetizzare l’arte e quella di decostruire e frammentare l’arte greca, utilizzandola come spunto di memoria o dissacrandola. L’approccio è stato quello dell’incomprensione. E invece l’arte greco-romana è la nostra storia e credo che questa mostra nata con l’intento di invitare il pubblico, che sarà coinvolto con un programma di iniziative apposito che sarà promosso dal Marc, non avrebbe potuto essere ospitata in altro museo se non in quello di Reggio Calabria. Qui, oltre ad esserci il maggior numero di opere magno-greche che rendono questo museo la casa dell’arte greca in Italia, sono custoditi i capolavori meglio conservati e, al momento, più significativi dal punto di vista storico-artistico, ossia i Bronzi di Riace», ha sottolineato ancora il direttore dell’Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale Alessio De Cristofaro.
L’antica alleanza tra Rhegion e Atene
Parole che inorgogliscono in questa occasione in cui si rinsalda un legame che, come evidenziato dal direttore del MaRC Fabrizio Sudano, è antico e richiama «quell’antica alleanza tra Rhegion e Atene, stipulata intorno al 433/2 a.C. e riportata su una stele in marmo rinvenuta nel 1816, esattamente duecento anni, sull’Acropoli di Atene. Nel testo si richiama questo accordo e si legge per due volte l’avverbio “per sempre”».
“E gli Ateniesi prestino giuramento così che ogni cosa sia degna di fede, senza inganno e senza raggiri, per sempre, verso i Reggini da parte degli Ateniesi, che giurano nella maniera seguente: saremo fedeli, giusti e saldi alleati dei Reggini, per sempre, e saremo loro di supporto qualora ve ne fosse bisogno…”.
«Questa alleanza, che rilanciamo oggi in termini squisitamente culturali, si pregia di portare per la prima volta in questo museo e per la prima, e unica, volta insieme in Italia, dopo l’esposizione ad Atene, reperti di assoluto rilievo provenienti da Taranto, Roma, Cerveteri, Firenze, Napoli, Pompei. I nostri quattro tesori, ammirati in Grecia da migliaia di visitatori di tutto il mondo, ossia i reperti del relitto di Porticello quali la testa del Filosofo e la testa di Basilea, il Kouros di Reggio e la testa dell’Apollo Aleo di Cirò Marina tornano a Reggio per essere esposti insieme ad altri 34 reperti tra i quali spiccano il trono Ludovisi, rinvenuto a Roma ma tradizionalmente attribuito al tempio di Marasà di Locri, il diadema di Hera di Capo Colonna, il Toro cozzante di Sibari, la Fanciulla di Anzio e altri statue e reperti pregiati. La mostra sarà allestita fino al 31 dicembre ma potrebbe essere prevista qualche proroga», ha spiegato ancora il direttore Fabrizio Sudano, sottolineando anche il fruttuoso dialogo intrecciato con il direttore del museo dell’Acropoli di Atene, Nikolaos Stampolidis, che riconosce in questa iniziativa una delle espressioni più alte di stima e collaborazione.
Il Kouros di Reggio e la Kore 670 di Atene
Nell’allestimento di fronte al Kouros di Reggio un altro reperto di assoluto pregio proveniente dal Museo dell'Acropoli di Atene: la Kore 670.
«È delle Kore più importanti in assoluto ed è esposta all'interno del grande salone del museo dell'Acropoli di Atene. Con questo gesto, il direttore Nikolaos Stampolidis ha voluto sottolineare il legame tra Reggio e Atene e ha voluto ancora di più unire le due città e i due musei. La Kore è un anello ideale, adesso anche visibile e pratico, di questa unione. Siamo sempre molto grati per ogni collaborazione perché è sempre molto bello nel tempo ritrovarci insieme nella nostra storia grazie all’archeologia», ha sottolineato Anna Vlachachi, dirigente responsabile dell’ufficio Mostre del museo dell’Acropoli di Atene.
Atene e Reggio, che si trovano entrambe sul parallelo 38 Nord, si riscoprono unite da un legame profondo destinato a crescere e a generare incontri, connessioni e suggestioni e a preservare cultura e bellezza. Una storia antica e affascinante che si dipana dall'inizio della colonizzazione spingendosi fino all’oggi in cui i reperti archeologici illuminano un passato ancora vivo nell’arte, nella cultura, in quel desiderio di conoscenza e condivisione che non cede all’oblio.