Oltre i confini, al Cine Teatro Metropolitano di Reggio “Quattro pezzi facili meno una”
Appuntamento venerdì 17 aprile, alle ore 18,30, con lo spettacolo del Kollettivo Kontrora, nell’ambito della seconda edizione della rassegna teatrale promossa dalla Fondazione Girolamo Tripodi
Promossa dalla Fondazione Girolamo Tripodi, continua al Cine Teatro Metropolitano la Seconda Rassegna teatrale “Oltre i Confini: Voci di Resistenza e Speranza, Storie di Lotta e Solidarietà”.
Si tratta di una nuova sfida per la Fondazione Girolamo Tripodi che dimostra la sua capacità di allargare la sua proposta culturale nella città di Reggio Calabria oltreché a Polistena. In tal senso a Reggio Calabria con questa seconda edizione della rassegna teatrale prosegue l’attività della Fondazione Girolamo Tripodi.
Il settimo appuntamento si svolgerà Venerdì 17 aprile 2026, alle ore 18,30 al Cine Teatro Metropolitano con lo spettacolo “Quattro pezzi facili meno una” che è un progetto del Kollettivo Kontrora. La drammaturgia è curata da GiovanBattista Picerno e Francesco Aiello, con la regia di Francesco Aiello e l'interpretazione di Francesco Gallelli. Le musiche originali sono di Remo de Vico.
Lo spettacolo, di matrice calabrese, intreccia la storia degli anarchici della baracca e la strategia della tensione nell'Italia degli anni '70, esplorando temi come il neofascismo e l'ordine sociale.
Si tratta di un monologo potente, in cui la Storia non viene raccontata, ma confessata e nella quale il protagonista unico è una spia, un infiltrato tra gli anarchici della baracca, un testimone invisibile che è passato attraverso il reclutamento nell'estrema destra e l'addestramento nel regime dei colonnelli in Grecia.
Un uomo ossessionato dall’idea di ordine ripercorre la propria ascesa al potere, mentre sullo sfondo esplode l’Italia del 1970: bombe, depistaggi, piazze in rivolta, trame nere. Dalle umiliazioni scolastiche agli uffici della SIP, fino all’incontro con il Principe, figura carismatica che teorizza un nuovo ordine fondato su obbedienza e destino. Reggio Calabria, la rivolta, i “Boia chi molla”, la strategia della tensione e l’idea che, per fare ordine, serva una bomba.
Lo spettacolo è ambientato nei primi anni Settanta, un periodo di tumulti che scuotono il Paese e fanno da sfondo alla vicenda umana di Umberto, un giovane italiano di umili origini, emigrato al Nord a seguito della sua famiglia.
Nonostante il riscatto professionale come ragioniere, la sua ossessione per l'ordine si incanala nella militanza politica, sfociando nel furore patriottico, normativo e violento dell'eversione nera.
La storia si svolge a Reggio Calabria, un momento e un luogo che si configurano come un "laboratorio politico caldissimo", in cui si intrecciano le evoluzioni della 'ndrangheta e le connessioni con stato, massoneria e servizi segreti.
Sul suo cammino, Umberto, poco più che venticinquenne, incontra gli anarchici della baracca: Gianni, Franco, Angelo, Luigi e Annalise. L'incontro-scontro tra questi protagonisti, tutti al di sotto dei trent'anni, partecipa in maniera significativa al processo che determinerà il destino della democrazia italiana.