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22/02/2026 ore 20.00
Cultura

“Ortodossia”: Masta P e Ness1 e la scelta di restare fedeli. Dal dialetto al raggamuffin un disco che unisce la genesi di due percorsi

Il progetto unisce due generazioni della scena rap e reggae calabrese attraversando lingua, arte e appartenenza: «Il disco suona in maniera differente, è la nostra festa»

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Non nasce come un disco, prende forma strada facendo, dentro uno scambio che cresce fino a diventare lavoro. Ortodossia, il progetto che unisce Masta P e Ness1 racconta proprio questo movimento: due percorsi che si incrociano, si riconoscono e finiscono per costruire qualcosa che supera l’idea iniziale di un singolo.

«Il disco in realtà non doveva essere un disco - Racconta Emanuele "Ness1" Criseo -. Io pubblicavo le mie cose in dialetto, lui si è avvicinato, abbiamo iniziato a sentirci per fare un pezzo insieme. Poi sono arrivate basi su basi e in pochissimo tempo abbiamo accumulato brani. Da cosa nasce cosa, ed a quel punto fare il disco, il nostro disco, era inevitabile». Il progetto prende corpo con un processo naturale che chi frequenta la scena conosce bene: la scrittura che chiama altra scrittura, le produzioni che aprono direzioni, l’urgenza che sostituisce qualsiasi pianificazione.

L’incontro mette insieme due storie che appartengono alla stessa linea culturale pur avendo tempi diversi. Masta P porta dentro il disco il peso di una storia lunga, in cui hip hop e reggae in Calabria si costruivano lontano dai riflettori, tra studio, live e comunità. Ness1 arriva dopo, attraversa RapLab, diventa la voce e l'anima dei Calabriamaica e fa del dialetto uno strumento musicale stabile, capace di tenere insieme territorio e linguaggi globali senza mediazioni.

Il titolo del progetto non lascia spazio a interpretazioni decorative. «Ortodossia perché per noi deve essere questo il rap, questo il ragga. Restiamo fedeli alla nostra linea». È una parola che indica metodo prima ancora che estetica, un modo di stare dentro i generi senza inseguire accelerazioni esterne e senza rinunciare alla possibilità di muoversi musicalmente restando riconoscibili. Dentro i brani il territorio entra soprattutto attraverso la lingua, che diventa ritmo e identità sonora. «Nel nostro dialetto il raggamuffin ha una valenza forte. Siamo più giamaicani di quanto si immagini, ci sono affinità culturali che tanti non conoscono». È una chiave che spiega il legame tra Calabria e black music come relazione strutturale, qualcosa che attraversa anni di produzioni e che nel disco trova una sintesi consapevole.

Ortodossia si colloca in uno spazio preciso della scena, lontano dalle traiettorie più visibili della produzione urban contemporanea e proprio per questo capace di mantenere una direzione netta. «Credo che il nostro progetto suoni in maniera differente», spiega Ness1, indicando una distanza che non viene vissuta come margine ma come scelta.

La costruzione sonora segue la stessa logica. Quasi tutte le produzioni portano la firma di Franco Licani, mentre i featuring — da Easy One a Kento — disegnano una rete di relazioni che esiste da tempo e che qui trova uno spazio naturale. «È una festa», dice Ness1, per raccontare l’idea di un disco nato dentro una comunità artistica prima ancora che dentro un progetto discografico.

All’uscita si affiancano il singolo “Dammene Ancò”, il videoclip prodotto da Samir & Brainspin e un immaginario visivo che guarda all’estetica dei CCCP, con copertina e servizio fotografico pensati come estensione del racconto. Elementi che rafforzano un’idea precisa di appartenenza e di continuità culturale. Il risultato è un lavoro che tiene insieme incontro generazionale, radici territoriali e una presa di posizione dentro la scena rap e raggamuffin, un disco nato quasi per accumulo creativo e cresciuto fino a diventare sintesi. Ortodossia resta lì, nel punto in cui la musica continua a parlare prima delle dinamiche, e in cui la coerenza smette di essere una parola astratta per tornare a essere pratica quotidiana di scrittura e suono.