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07/08/2026 ore 09.35
Cultura

“Pennellate di Memoria” a Palmi il passato torna a vivere negli acquerelli di Giuseppe Cricrì

Via Augimeri ospita il 10 e 11 agosto la mostra dedicata a luoghi, tradizioni e personaggi della città: fotografie d’epoca e ricordi trasformati in colore per restituire vita alla storia palmese

di Redazione

Restituire colore alla memoria. È questo il filo conduttore di "Pennellate di Memoria", la mostra personale di acquerelli di Giuseppe Cricrì, organizzata dall'Associazione Pro Loco APS Amici di GISA di Palmi, che il 10 e l'11 agosto, dalle 21 alle 24, animerà via Augimeri con un'esposizione dedicata alla storia, ai luoghi e alle tradizioni della città.

L'iniziativa nasce da una vicenda personale che ha il sapore della riscoperta. Per oltre venticinque anni Cricrì non aveva più preso in mano un pennello. Tutto è cambiato lo scorso aprile, quando, durante una pulizia di casa, la moglie ha ritrovato una vecchia scatola di acquerelli rimasta dimenticata in uno sgabuzzino. Prima di buttarla via gli ha chiesto se volesse conservarla. Lui ha deciso di provarla ancora. Da quel momento è ricominciato tutto.

Il primo acquerello, un semplice galletto, ha raccolto tanti apprezzamenti da spingerlo a continuare. Sono arrivati poi animali, paesaggi e scorci naturali, fino a quando la sua passione per la storia locale ha trovato nell'acquerello il modo più naturale per esprimersi. Le serate trascorse a dipingere, spesso accompagnate dalla musica, hanno lasciato rapidamente spazio a un progetto più ampio: riportare alla luce immagini che appartengono alla memoria collettiva di Palmi.

Storico e collezionista di cartoline antiche della città, Cricrì ha iniziato a trasformare in colore fotografie che per oltre un secolo erano rimaste soltanto in bianco e nero. Dai suoi pennelli riaffiorano la Palmi prima del terremoto del 1908, edifici ormai scomparsi, scorci del centro storico, vedute della Costa Viola e angoli che le trasformazioni urbanistiche hanno profondamente modificato. È un lavoro che non si limita alla riproduzione artistica, ma restituisce vita a luoghi che molti conoscono soltanto attraverso i racconti o le immagini d'epoca.

La mostra dedica ampio spazio anche ai simboli più rappresentativi della palmeseità. Tra gli acquerelli trovano posto Carmineddu - storico portatore del Cavalluccio- il Palio, i Giganti, San Rocco, i tamburinari che hanno segnato la storia recente della città e numerosi altri richiami alle tradizioni popolari, componendo un racconto che unisce paesaggio, storia e identità.

Tra le opere esposte ve ne sono due particolarmente significative, nelle quali la ricerca storica si è avvalsa anche del supporto dell'intelligenza artificiale. Nel primo caso, partendo da una fotografia che mostrava la chiesa di San Rocco soltanto di scorcio, è stata elaborata una ricostruzione verosimile del prospetto principale dell'edificio, distrutto dal terremoto del 1908. Su quella ricostruzione Cricrì ha poi realizzato il proprio acquerello, restituendo ai visitatori un'immagine di come poteva apparire la chiesa vista frontalmente.

Il secondo lavoro riguarda invece Carlo Spinelli, il duca fondatore della città fortificata di Carlopoli, nucleo originario dell'attuale Palmi. Del personaggio rimane un busto marmoreo, conservato al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con il volto mutilato dal naso spezzato. Attraverso l'intelligenza artificiale è stata elaborata una ricostruzione plausibile delle sue fattezze, successivamente interpretata dall'artista con l'acquerello, offrendo un volto verosimile a una figura centrale della storia cittadina.

Tra le opere figurano anche edifici e monumenti che non esistono più, come la storica Torre dell'Orologio, demolita nel corso delle trasformazioni urbane, insieme a numerosi scorci cancellati prima dai terremoti e poi dall'intervento dell'uomo. Ogni dipinto invita il visitatore a confrontare passato e presente, riscoprendo luoghi che hanno contribuito a costruire l'identità della comunità.

"Pennellate di Memoria" è un percorso che attraversa la storia di Palmi, riportando alla luce immagini, tradizioni e personaggi che rischiano di essere dimenticati. Attraverso il colore, Giuseppe Cricrì restituisce nuova vita a fotografie, ricordi e documenti d'epoca, trasformandoli in opere capaci di suscitare emozione e curiosità.

Per due sere, via Augimeri diventerà così uno spazio dedicato alla memoria della città, dove arte e storia si incontrano per raccontare una Palmi che continua a vivere nei ricordi di chi l'ha conosciuta e nello sguardo di chi avrà l'occasione di scoprirla attraverso il tratto delicato dell'acquerello.