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02/08/2025 ore 14.45
Cultura

Polistena, presentato il libro di Saverio Zavettieri

Un saggio costruito attraverso una lunga intervista allo stesso Zavettieri da parte del giornalista Francesco Kostner
di Redazione

Presentato a Polistena, nell’ambito delle manifestazioni estate – Polistena in Corte organizzate dalla Libera Università Pegaso, il libro del già Deputato Saverio Zavettieri il quale ripercorre la sua vita di Sindacalista, di Dirigente socialista e di Deputato del PSI durante la prima Repubblica.
Un saggio ( edizioni Pellegrini) costruito attraverso una lunga intervista allo stesso Zavettieri da parte del giornalista Francesco Kostner con la prefazione di Giuseppe Chiaravalloti e postfazione di Claudio Signorile.

Saverio Zavettieri già dirigente della CGIL negli anni ’60 e successivamente Segretario Regionale fino agli anni’80 quando viene eletto alla Camera dei Deputati nelle file del PSI. Legato all’Onorevole Claudio Signorile, ma è stato anche molto vicino a Bettino Craxi ed oggi mantiene una solida amicizia con la figlia Stefania.
Zavettieri fu anche Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione nella Giunta Regionale guidata da Giuseppe Chiaravalloti dal 2005 al 2013.

Zavettieri è stato presentato da Piero Cullari, Direttore Artistico per gli eventi di Palazzo Avati e i saluti sono stati portati da Giovanni Laruffa responsabile Polo didattico di Polistena Unipegaso.
Ha dialogato con l’autore l’avvocato Pasquale Simari, ed è intervenuto il giornalista Francesco Kostner che ha curato l’intervista a Zavettieri.
«A Polistena– ha affermato Saverio Zavettieri- da giovane sindacalista, ho avuto il mio battesimo di fuoco sindacale perché fui chiamato dal Mommo Tripodi a seguire uno sciopero bracciantile». Incalzato da Simari, Saverio Zavettieri ripercorre tutte le tappe fondamentali della esperienza sindacale e politica in Calabria, incominciando dal “sogno dell’industrializzazione” poi svanito e dalle grandi lotte sindacali degli anni ’70 ed ’80.
«Non ho rimorso della Prima Repubblica– ha affermato Zavettieri- però era una fase dove le opere si realizzavano e i programmi dei partiti spesso non erano carta straccia ma diventavano fatti concreti».
Alla domanda quali erano i rapporti tra socialisti e comunisti di allora, Zavettieri risponde che «erano conflittuali ma che rappresentavano un valore aggiunto dove la “politica” contava davvero e un Deputato veniva “realmente eletto dalla gente “ e non “ nominato dalla segreteria del Partito».
Non poteva mancare la parte riferita alla Magistratura e all’attentato subito nel 2004 ,il quale, pur “avendo io indicato nomi e cognomi, la Magistratura invece archiviò il caso”.
Ha un senso parlare di socialisti e comunisti oggi?
A questa domanda Saverio Zavettieri sostiene che non ci sono più i grandi partiti di sinistra. «Il PSI è un piccolo partito marginale e il PD sconta le difficoltà di aver ereditato la tradizione Democristiana e quella Comunista».
Infine non poteva mancare la parte riferita a Tangentopoli che segnò la fine della Prima Repubblica con «la decapitazione di una intera classe dirigente per opera di Giudici faziosi, i quali risparmiarono solo il Partito Comunista».
«Per questo- ha proseguito Zavettieri- rendo onore a Bettino Craxi e ricordo che il 3 luglio del 1992 alla Camera ero seduto vicino a lui mentre puntava il dito contro l’indifferenza di tanti che facevano finta di niente rispetto a quanto stava accadendo nel Paese».
Era in atto un attacco concentrico contro il PSI e il suo leader abbandonato anche da tanti socialisti, ma Saverio Zavettieri va fiero di essere stato vicino a Bettino Craxi.