Reggio, al Museo archeologico il dialogo tra imprese e cultura per “fondare il futuro”
Un confronto tra istituzioni, imprese e mondo culturale per delineare nuove traiettorie di sviluppo per la Calabria. È questo il senso dell’iniziativa “Fondare il futuro: cultura, tecnologia e impresa”
L’incontro, promosso dall’associazione Civita, ha messo attorno allo stesso tavolo rappresentanti del mondo pubblico e privato, con l’obiettivo di rafforzare un dialogo sempre più necessario tra cultura e impresa, nella prospettiva di costruire modelli di crescita sostenibili e radicati nei territori.
A sottolineare il valore strategico dell’iniziativa è stato il direttore del Museo, Fabrizio Sudano, che ha evidenziato come «eventi di questo tipo rappresentino un’occasione importante non solo per il museo, ma anche per la promozione turistica, l’innovazione e lo sviluppo del territorio».
Il punto centrale resta il rapporto tra istituzioni culturali e sistema produttivo. «Oggi esistono strumenti concreti per far dialogare questi mondi – ha spiegato – dai partenariati pubblico-privati agli strumenti di finanziamento come gli Art Bonus. È una strada già percorsa in molte realtà italiane e internazionali, che può e deve essere sviluppata anche in Calabria».
Una visione condivisa anche dall’associazione Civita, rappresentata dalla segretaria generale Simonetta Giordani, che ha ribadito il senso dell’iniziativa: «Crediamo nella contaminazione tra pubblico e privato, tra cultura, imprese e territori. In Calabria si percepisce un nuovo dinamismo e volevamo comprenderne le prospettive direttamente dai protagonisti».
Non è casuale la scelta di un museo come luogo del confronto. «Parlare di futuro partendo da un museo è una dichiarazione di intenti – ha aggiunto – perché solo valorizzando il nostro passato possiamo costruire innovazione senza aumentare i divari tra territori».
Nel dibattito è emersa con forza anche la dimensione politica e strategica dello sviluppo. Il sindaco facente funzioni Domenico Battaglia ha richiamato il ruolo della città nel Mediterraneo: «Reggio può diventare un punto baricentrico tra culture, capace di trasformare il proprio patrimonio storico in occasione di crescita e lavoro, soprattutto per i giovani».
Un passaggio che si lega alla necessità di trattenere competenze e talenti, valorizzando il legame tra innovazione digitale e patrimonio culturale, già sperimentato attraverso iniziative come la Winter School del Ministero della Cultura dedicata alla narrazione digitale dei beni culturali.
Sul fronte regionale, il presidente Roberto Occhiuto ha evidenziato come «stia cambiando la narrazione della Calabria», grazie anche a una maggiore attenzione alla promozione del territorio e agli investimenti infrastrutturali, come quelli legati allo sviluppo dell’aeroporto dello Stretto. «La Calabria è una regione bellissima, troppo a lungo poco raccontata – ha detto – e oggi sempre più persone la stanno riscoprendo».
L’incontro ha così restituito un’immagine chiara: la costruzione del futuro passa dalla capacità di mettere in relazione mondi che per troppo tempo hanno viaggiato separati. Cultura e impresa, in questa prospettiva, non sono ambiti alternativi, ma leve complementari per generare sviluppo, coesione e nuove opportunità per il territorio.
Una sfida che, come emerso più volte nel corso della mattinata, può essere vinta solo attraverso una visione condivisa e un lavoro comune tra istituzioni, università, imprese e comunità locali.