Reggio "dimentica" la sua storia millenaria: ancora in stato di abbandono la Tomba Ellenistica di via Tripepi
La condizione di degrado in cui versa la “camera in muratura”, datata tra Ill e ll secolo a.C. si perpetua da anni. Nessun intervento di salvaguardia è stato avviato. Eppure un progetto esecutivo di manutenzione straordinaria del relativo parco archeologico è stato approvato e aggiudicato già lo scorso anno
A lungo coperta con un telo argentato, che aveva resistito anche agli assalti del ciclone, e adesso alla luce del sole, circondata da sterpaglie e degrado. La Tomba Ellenistica di via Demetrio Tripepi a Reggio, reperto archeologico di pregio, si presenta come una struttura in mattoni anonima in mezzo al degrado e all’incuria, in passato anche rifugio per persone senza fissa dimora, come attestato da un vecchio materasso ripiegato nelle immediate adiacenze e come di recente accaduto anche all’area archeologica di piazza Garibaldi. A poco serve la targa con i cenni storici davanti al muro vandalizzato sottostante se poi per raggiungerla si è scoraggiati dalla microdiscarica che continua a riformarsi all'ingresso.
Paradigmatico di tale decadimento è il pannello completamente corroso dalle intemperie che ancora campeggia dopo aver percorso, a proprio rischio, il viottolo sporco e con rifiuti a terra, che dovrebbe condurre nel parco oggi inaccessibile e di fatto interamente nascosto sotto la vegetazione incolta.
Ascrivibile alla tipologia di “camera in muratura”, costruita in mattoni e datata tra Ill e ll secolo a.C., la tomba ellenistica di via Tripepi versa così in stato di totale abbandono. La condizione di degrado si perpetua da anni. Nessun intervento di salvaguardia è stato di recente avviato. Eppure un progetto esecutivo di manutenzione straordinaria del reperto e del relativo parco archeologico, del valore massimo di oltre 138 mila euro, è stato approvato e aggiudicato già lo scorso anno. Anche le risorse economiche sono state impegnate e con apposito atto imputate al bilancio dell’anno in corso.
Uno stallo, l’ennesimo anche per questo intervento, che fa il paio con la mancata gestione e apertura degli scavi archeologici di piazza Garibaldi, abbandonati al degrado ancor prima di essere stati mai fruiti.
Tracce di storia millenaria circondate da rifiuti e riparo per persone senza fissa dimora: ecco il destino dell’area archeologica di piazza Garibaldi a ReggioLa Tomba Ellenistica Tripepi
Lo scheletro, deposto con il capo rivolto a est, era steso su un sottile battuto di malta; il corredo era costituito da sei unguentari, un vasetto per belletti (pisside), una larga coppa (patera) a vernice nera e uno strigile bronzeo, strumento utilizzato per detergere il corpo dopo l'attività fisica, dotato di anello per sospensione.
Costituita da un unico grande vano (lungo 2 m, alto 1,45 m e largo 65 cm), coperto con volta a botte, dove trovava sepoltura un unico defunto, la tomba fu trovata nel 1957 durante i lavori di prolungamento della via Demetrio Tripepi.
Fuori da essa sono stati trovati sei piccoli capitelli fittili, un prodotto tipico delle necropoli reggine: si trattava di riproduzioni miniaturizzate e colorate di capitelli di stile corinzio caratterizzati da volute, fiori di loto e motivi vegetali articolati in tralci, che dovevano decorare la struttura portante di una kline funeraria. Per le sue peculiarità strutturali, la tomba rientra nel gruppo delle sepolture a carattere monumentale, fiorite a Rhegion in epoca ellenistica e realizzate come status symbol della committenza.
La sua struttura, simile a tante altre necropoli trovate a nord della città di Reggio, faceva parte delle necropoli di Santa Lucia-Terrazza che si prolungava a forma di E verso la zona di Borrace.
Le Necropoli dell’antica Rhegion
A eccezione di qualche reperto di età arcaica, scoperto nella necropoli di Santa Caterina, le tombe arcaiche e classiche della città sono praticamente sconosciute mentre sono abbastanza note quelle di epoca ellenistico-romana. Tuttavia, in generale, delle necropoli reggine si ha soltanto una conoscenza frammentaria.
Il reperto in questione e la sua necropoli Santa Lucia-Terrazza, rientra tra le necropoli suburbane ubicate a ridosso della cinta muraria come quella nella zona di San Giorgio Extra ma, risalenti agli antichi sobborghi di Rhegion, ci sono anche nuclei di necropoli extraurbane sulla collina Pentimele e nell’area di Santa Caterina-Porto, Caserma Borrace, Condera, Modena, Petrillina, S. Francesco e Ravagnese.
Intervento di manutenzione previsto già dal 2016
«L'Amministrazione intende procedere alla riqualificazione del Parco Archeologico della tomba ellenistica di Via Tripepi al fine di restituire bellezza e qualità all'area, migliorandola dal punto di vista paesaggistico e funzionale e garantendo una maggiore fruibilità alla cittadinanza». È quanto si legge nella determina del settore Lavori Pubblici del comune di Reggio dello scorso dicembre. Eppure tutto è in stallo. Nessun intervento di manutenzione pare essere stato neppure avviato con riferimento all’opera di “Manutenzione straordinaria del parco archeologico della tomba ellenistica di via Tripepi”.
Già acquisito il parere della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, il progetto è stato verificato dall’architetto Gabriele Victor Giordano e validato con esito positivo dal Rup, responsabile Unico del Progetto Francesco Tripodi.
Il progetto esecutivo è stato approvato e, sempre con determina dirigenziale del settore Lavori Pubblici nel 2025, è stata approvata anche la relativa aggiudicazione definitiva con procedura negoziata all’impresa reggina Fp Costruzioni per l’importo di quasi 91 mila euro dei complessivi di 138 mila e 285 euro. L’obbligazione è stata assunta con determina del primo dicembre 2025 e dunque, per ragioni contabili, l’impegno di spesa è stato nuovamente imputato sul bilancio 2025-2027 ma sull’esercizio 2026. Tutto agli atti ma nessun cantiere avviato.
Sono trascorsi, per altro, dieci anni dall’avvio dell’iter. La manutenzione straordinaria del parco archeologico della tomba ellenistica di via Tripepi è tra gli interventi, a valere sulle risorse del Fsc 2014/2020 già dal 2019, ammessi a finanziamento nel Piano Sviluppo e Coesione della Città metropolitana di Reggio Calabria" (già Patti per il Sud), approvati con delibera Cipess nel 2021, ed è anche tra quelli compresi nel piano di investimenti per il rilancio del Mezzogiorno, approvati dal Cipe nel 2016.
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