Reggio, i fondi Zerbi, Minniti e Udi dichiarati di interesse Culturale Particolarmente Importante
Libri antichi e pregevoli carte geografiche, opere d’arte e preziosi carteggi, documenti e corrispondenza dell’impegno delle donne reggine, già durante la Resistenza e poi in un paese ancora segnato dalla macerie della guerra. Tre notevoli archivi privati reggini diventano di Interesse Culturale Particolarmente Importante.
Il ministero della Cultura lo ha deciso con decreto dopo che la commissione Regionale per il Patrimonio Culturale (CoRePaCu) ha valutato positivamente le proposte presentate dalla soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria che aveva sottoposto alla sua attenzione la Biblioteca e Archivio della Famiglia Zerbi, Archivio Privato di Tommaso Minniti e Archivio Storico dell’Unione Donne in Italia.
I tre archivi reggini
Oltre 1.200 sono i volumi dal XVI al XX secolo custoditi La Biblioteca e Archivio della Famiglia Zerbi unitamente alla preziosa Raccolta Calabra Zerbi Bosurgi che comprende opere, carte geografiche e testimonianze uniche dedicate alla cultura e alla storia popolare della Calabria, frutto di un intenso lavoro di ricerca etnografica.
Nell’archivio privato di Tommaso Minniti, meglio conosciuto come Mintom, celebre artista reggino del Novecento, straordinari documenti, disegni, fotografie e materiale audiovisivo offrono uno spaccato inedito e prezioso della vita e della creatività di uno dei protagonisti dell’arte contemporanea calabrese.
E ancora l‘archivio Storico dell’Unione Donne in Italia, sezione di Reggio Calabria, costituisce un fondo essenziale al racconto della storia di lotta e conquiste delle donne calabresi e alla memoria sociale e culturale della città.
Un riconoscimento per tutelare e valorizzare
«L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia di tutela che la Soprintendenza sta portando avanti, volta ad espandere la rete degli archivi sul territorio e a rendere sempre più fruibile e valorizzabile la nostra ricchezza documentaria. Siamo prossimi ad avviare l’iter anche per le filande Cogliandro di Villa San Giovanni. Ciascuno di questi tre archivi che abbiamo proposto, ci era stato segnalato. Noi abbiamo eseguito la nostra valutazione storico-culturale e, ritenendoli di interesse per la loro peculiarità e il valore intrinseco dei documenti che custodiscono, li abbiamo proposti al Corepacu. Con nostra grande soddisfazione hanno avuto il prestigioso riconoscimento e rappresentano in modo ufficiale una risorsa insostituibile per la conoscenza della nostra storia e della nostra cultura». È quanto ha dichiarato Angela Puleio, delegata della soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria, oltre che direttrice dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria.
«Questi archivi adesso, pur restando di proprietà privata adesso entrano a far parte delle tutela e della vigilanza del Mic e della soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria».
Biblioteca e Archivio Famiglia Zerbi (inizio XIX secolo – primi anni 2000)
Questo complesso include circa 1.239 volumi dal XVI al XX secolo e la pregevole Raccolta Calabra Zerbi Bosurgi, composta da 832 pezzi tra cui 340 Paesaggi, 242 Costumi (disegni, dipinti, stampe, incisioni, litografie) e 250 carte geografiche. Comprende inoltre 81 buste di periodici (10,4 ml) e 39 scatole di materiale librario moderno. L’archivio conserva anche libri antichi di notevole pregio, come opere di Gabriele Barrio (1571), Girolamo Marafioti (1601) e Gregorio De Lauro (1660), oltre a una rara collezione.
La Raccolta Calabra Zerbi Bosurgi è un unicum nel panorama culturale calabrese, frutto delle ricerche di Natale Zerbi Bosurgi (1921-2012), studioso ed etnologo. La raccolta, esposta e pubblicata più volte, include opere di artisti significativi come Guglielmo Fortuyn, Bernardino Rulli, Antonio Senape e altri, che documentano paesaggi, costumi popolari e eventi storici calabresi, inclusi gli effetti del terremoto del 1783. Uno scrigno impreziosito anche da rare carte geografiche e testi storici sulla Calabria.
Archivio Privato Tommaso Minniti, noto come Mintom (anni ’50)
L’archivio documenta la vita e l’opera di Tommaso Minniti, figura di spicco nell’arte contemporanea calabrese. Il suo eclettismo artistico e la sua esplorazione di vari temi e stili rendono il fondo essenziale per comprendere le vicende artistiche della città di Reggio Calabria negli ultimi quarant’anni del XX secolo, offrendo una preziosa testimonianza per gli studi storico-artistici e culturali.
Archivio Storico Unione Donne in Italia Reggio (anni 1944 – anni 2000)
L’archivio Udi di Reggio Calabria assume particolare interesse per la comprensione della storia del movimento femminista e del contributo delle donne alla società italiana. Esso costituisce una testimonianza inestimabile della storia dell’associazione, che affonda le sue radici nei Gruppi di difesa della Donna e nell’esperienza della Resistenza. L’Udi ha rivestito un ruolo cruciale nella storia dell’Italia repubblicana e democratica e nel percorso di emancipazione femminile. Tra le prime ad essere stata costituita in Italia, la sezione Udi di Reggio Calabria da anni era impegnata a raccogliere la documentazione per rendere fruibile l’archivio e così dare voce alla storia sempre poco conosciuta delle donne e delle donne del Sud. Un impegno pieno di passione che con questo meritato traguardo proseguirà.