Reggio, il Cis ha organizzato l'incontro “La sociopatia adolescenziale. Il primato della natura sulla cultura”
Mercoledì 30 luglio 2025, nello spazio del Chiostro San Giorgio della chiesa degli artisti di Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria e la stessa Chiesa, hanno promosso la conferenza “La sociopatia adolescenziale. Il primato della natura sulla cultura”.
Ha coordinato l’incontro Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS della Calabria, degli aspetti storici, psicopatologici, sociali ha relazionato il prof. dott. Rocco Zoccali, già ordinario di Psichiatria all’Università di Messina, presidente Nazionale della Lega Nazionale di Igiene Mentale, segretario nazionale della Società Nazionale di Psichiatria Adolescenziale, vice-presidente nazionale della Società Italiana di Psichiatria e componente del Comitato Scientifico del Cis della Calabria.
Naturalmente, non tutti i comportamenti ribelli degli adolescenti, ha sottolineato il dott. Rocco Antonio Zoccali, sono segnali di sociopatia: l’adolescenza è un periodo fisiologicamente turbolento ma il comportamento va considerato in chiave psicopatologica se certe dinamiche sono intense, ripetitive e insensibili alle norme sociali o alla punizione.
L’attuale “epidemia antisociale” che interessa i nostri giovani, ci induce a prendere in considerazione una prevalente causa culturale che trova nel “modello freudiano” una possibile spiegazione. Infatti, secondo Freud, la nostra mente è guidata da tre “forze interne” che influenzano profondamente il modo in cui pensiamo, sentiamo e ci comportiamo: l’Es, il Super-Io e l’Ideale dell’Io. L’Es è la parte più istintiva e nascosta di noi.
Contiene i desideri e gli impulsi più primitivi correlati alla nostra animalità, come quelli sessuali o aggressivi e spinge alla soddisfazione immediata senza preoccuparsi delle conseguenze. Il Super-Io, invece, rappresenta la nostra coscienza morale; è come un giudice interno che ci fa sentire in colpa quando facciamo qualcosa che consideriamo sbagliato. È formato dai valori, dalle regole e dai divieti che abbiamo interiorizzato durante l’infanzia, soprattutto dai genitori, dagli insegnanti e infine dalla società. L’Ideale dell’Io fa parte del Super-Io, ma funziona in modo diverso: non ci giudica, ma ci indirizza verso un modello ideale di perfezione e si forma ispirandosi a figure importanti per noi, come genitori, insegnanti o modelli culturali.
Oggi le figure genitoriali e istituzionali (insegnanti, autorità), che alimentano la formazione del Super Io, sono fragili o del tutto assenti; i modelli educativi sono eccessivamente permissivi spesso in nome del benessere psicologico; la perdita di autorevolezza delle figure educative ha indebolito l’interiorizzazione dei limiti morali, portando a una minore tolleranza alla frustrazione e al ridimensionamento del senso di responsabilità; l’autorità è spesso vista come opprimente, non come guida o riferimento. Tutto ciò ha favorito un incremento di tratti psicopatici nella popolazione adolescenziale generalizzando comportamenti francamente antisociali. All’incontro, seguito da un numeroso e attento pubblico, sono intervenuti: Gabriele Quattrone, Teresa Rizzo, Filippo Cento, Giovanna Caridi, Caterina De Stefano.