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15/08/2026 ore 10.29
Cultura

Reggio, l’Anassilaos propone il recupero della fontana di Ibico per Piazza Indipendenza

L’Associazione propone di recuperare il progetto dello scultore Celestino Petrone del 1964 per restituire alla piazza il suo ruolo di porta d’ingresso al Lungomare e valorizzare la memoria della Reggio greca

di Redazione

Il Lungomare Falcomatà, come dimostrato dalla recente manifestazione “Vinitaly in the City”, si avvia sempre più a divenire uno spazio nevralgico per manifestazioni di respiro nazionale che la Città sarà chiamata in futuro ad ospitare. Questo – scrive Giuseppe Diaco, cultore di storia, collezionista di documenti inerenti la storia reggina e responsabile dell’Associazione Culturale Anassilaos – pone il problema di una riqualificazione di Piazza Indipendenza che da sempre è stata la porta di ingresso al magnifico Lungomare, quel “più bel chilometro d’Italia” – secondo una definizione attribuita, forse a torto, a Gabriele D’Annunzio, al cui centro stava eretto quel fontanone al quale Nicola Giunta aveva dedicato una delle sue più irriverenti liriche (A funtana i Riggiu) con la celebre chiusa “fissa cchiù fissa da funtana ‘i Riggiu!”. Quella fontana (il polpo come veniva chiamata dai Reggini) elevata al centro dello slargo (non ancora piazza) come si può anche vedere da una immagine risalante al dopo 1908, con la sua imponenza era la porta d’ingresso alla “Via Marina” come ancora i Reggini definivano il proprio lungomare. Nei giorni di vento il Fontanone spruzzava acqua per ogni dove (“O riggitani, dopu tanti peni, facistuvu 'nt'on largu 'na funtana chi piscia propriu comu veni veni” scrisse ancora Nicola Giunta) e forse per eliminare questo inconveniente l’Amministrazione Comunale dell’epoca (eravamo nel 1964), desiderando modificare la fontana, aveva rivolto un invito a scultori e architetti per la realizzazione di un bozzetto. All’appello rispose, tra l’altro, lo scultore Celestino Petrone che realizzò e invio agli amministratori e alla stampa (come si evince peraltro da una lettera in data 4 settembre 1964) un progetto dedicato al reggino Ibico, tra i più grandi lirici greci del suo tempo. Come si ricava dal bozzetto al centro della fontana (un cerchio in mosaico con elementi greci) si eleva un groviglio di ali di gru che rimanda alla morte del poeta secondo quanto sopra tramandato da Plutarco. “Ferito a morte dai ladri nei pressi di Corinto, il poeta in punto di morte vide uno stormo di gru e le pregò di vendicare la sua morte. I ladri nel frattempo giunsero a Corinto e, poco dopo seduti nel teatro, videro le gru sopra le loro teste. Uno di loro, sorpreso, esclamò: "Guardate, i vendicatori di Ibico!", così la gente capì cosa era successo, accusando gli autori del delitto.” L’opera che poteva “…inorgoglire per il suo valore altamente rappresentativo l’intera comunità reggina” (sono parole dello stesso Petrone) rimase soltanto un bozzetto e a Piazza Indipendenza venne realizzata una fontana senza cuore e senza storia in attesa di una nuova sistemazione. Qualche anno fa, allorquando si parlava di una riqualificazione della Piazza, avevamo attirato, ma vanamente, l‘attenzione dell’Amministrazione sul progetto di Petrone, autore tra l’altro dei bassorilievi che adornano il podio di Piazza del Popolo. Oggi- scrive Diaco- non da esperto del settore ma come cittadino e come Associazione Anassilaos desideriamo riproporre un tale progetto che celebra la Reggio greca e il suo cantore che, a parte il monumento realizzato a cura di quella che era un tempo l’Azienda di Soggiorno e Turismo, opera pregevole di Michele Guerrisi, non ha in Città un riconoscimento pari alla sua fama nel mondo antico.