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15/10/2026 ore 10.41
Cultura

Reggio piange Luigi Malice, maestro delle arti visive

Il ricordo del Museo d’Arte Alfonso Frangipane e il Liceo Artistico Preti- Frangipane: «Protagonista della propria vicenda artistica e culturale, interprete di spicco di una stagione straordinaria in cui la ricerca, l'insegnamento e il confronto tra esperienze diverse»

di Redazione

Ci lascia l‘artista Luigi Malice, figura di alto profilo nel contesto nazionale dell’arte contemporanea.
Per tutta la sua opera professionale e umana, il Dirigente Scolastico, Avv. Lucia Zavettieri, i docenti, il personale ATA del Liceo Artistico “M. Preti- A. Frangipane” di Reggio Calabria e del Museo d’Arte Alfonso Frangipane, unitamente al Direttore, Arch. Nunzio Tripodi e allo staff esprimono profondo cordoglio per la scomparsa del maestro e si uniscono al dolore dei figli e di tutta la famiglia.

Il Museo d’Arte “Alfonso Frangipane” e il Liceo Artistico “Preti- Frangipane” ne ricordano il percorso umano e professionale, rendendo omaggio alla sua opera e al contributo lasciato alla cultura e alla formazione artistica del territorio.
Napoletano di nascita ma reggino d’azione per i lunghi anni che lo hanno visto protagonista nell’arte e nell’insegnamento, prima come docente presso il Liceo Artistico Statale “Mattia Preti” e poi come professore di Plastica Ornamentale nell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, di cui rivestì anche il ruolo di Direttore dal 1984 al 1989, ha contribuito fattivamente allo sviluppo e alla crescita della cultura artistica cittadina.
Nato a Napoli nel 1937, Malice si formò presso l’Accademia di Belle Arti della sua città, maturando il proprio linguaggio artistico nel vivace ambiente partenopeo del secondo dopoguerra. Dopo gli esordi di matrice figurativa ed espressionista, si avvicinò all’Arte Informale, sviluppando una ricerca personale incentrata sulla materia, sul colore e sulla sperimentazione delle forme. Nel corso della sua carriera esplorò nuove possibilità espressive, dedicandosi anche alle superfici sagomate e alle soluzioni tridimensionali della Top Art, per approdare nuovamente intorno agli anni Novanta a una pittura neoinformale caratterizzata da una crescente libertà compositiva e da una intensa dimensione lirica.

Trasferitosi in Calabria intorno agli Sessanta per motivi legati all’insegnamento, Malice divenne una figura di riferimento nel panorama artistico reggino, contribuendo, insieme a Ugo D’Ambrosi e Luca Monaco, al rinnovamento dei linguaggi della pittura contemporanea sul territorio. La sua ricerca si distinse per il dialogo tra sperimentazione formale, tensione espressiva e sensibilità cromatica, trovando riconoscimenti anche al di fuori dal contesto regionale, con esposizioni in importanti sedi italiane e internazionali, tra cui il New York Coliseum nel 1968 e Palazzo Reale di Napoli nel 1992. Nel 2011 partecipò, con l’opera Tempesta di sabbia, alla sezione calabrese del Padiglione Italia della 54ª Biennale di Venezia, confermando il valore di una ricerca che ha attraversato oltre mezzo secolo di arte contemporanea.
Così il maestro esprimeva la sua visione dell’arte: La mia fede, i miei sogni, le attese, le ansie, le paure, le gioie, l’amore e la rabbia, tutto si fa pittura. Pittura che vuol dire colore: libero, anarchico, scoperto, invaso di luce, spento, esaltato o mortificato ma sempre denso di significato. Perché il significato è nel colore: nel suo variare, nel suo trascorrere sulla tela, nella sua espansione o nel suo raggrumarsi. È qui che vanno ricercate le spinte, le emozioni, i pensieri che lo hanno governato (Catalogo Percorsi della Memoria a cura di Lucio Barbera, 1999).

Con la scomparsa del professore Luigi Malice, Reggio Calabria perde un protagonista della propria vicenda artistica e culturale, interprete di spicco di una stagione straordinaria in cui la ricerca, l'insegnamento e il confronto tra esperienze diverse hanno contribuito a rinnovare profondamente il panorama delle arti visive.