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03/03/2026 ore 14.42
Cultura

Reggio, prosegue la rassegna cinematografica “Umano, Inumano e Post-umano - Cosa resterà dell’uomo?”

Secondo appuntamento della rassegna dedicato al film di Alex Garland: riflessione su intelligenza artificiale, coscienza e postumanesimo con dibattito finale aperto al pubblico

di Redazione

Prosegue nello «Spazio Open» (Via Dei Filippini, 25, Reggio Calabria), la rassegna cinematografica Umano, Inumano e Post-umano - Cosa resterà dell’uomo?”, promossa dal CRAL Omonia Inps e introdotta dagli interventi dei prof.ri Gianfranco Cordì e Antonio Agostino, col supporto del presidente Giovanni Vittorio.

La rassegna rientra nell’ambito delle attività del nuovo brand Cral Cinema, ideato tra gli altri dal dott. Gaspare Ferranti (tesoriere e grafico del Cral).

Un percorso che, attraverso il cinema contemporaneo, interroga le trasformazioni dell’identità, del corpo e della coscienza nell’epoca delle tecnologie intelligenti. Il secondo appuntamento è in programma il 12 marzo alle ore 18.00. Interamente dedicato al film Ex Machina di Alex Garland: uno dei film più lucidi e inquietanti sul tema dell’intelligenza artificiale. Ambientato in uno spazio chiuso e iper-tecnologico, il film mette in scena l’incontro tra un giovane programmatore e Ava, un’IA dotata di sembianze femminili. Ma ciò che sembra un esperimento scientifico si trasforma presto in una riflessione sottile sul potere, sulla manipolazione e sul confine tra coscienza e simulazione. La domanda non è solo se una macchina possa pensare, ma se possa desiderare, ingannare, scegliere. Con Ex Machina, la rassegna entra nel cuore del problema che riguarda il postumanesimo: cosa accade quando la creatura artificiale non è più oggetto, ma soggetto? E quali responsabilità etiche emergono quando l’uomo non è più l’unica misura dell’intelligenza?

«Un “deus ex machina” è un espediente della trama; letteralmente, significa “dio dalla macchina” e si riferisce a qualcosa che viene introdotto improvvisamente o inaspettatamente in una situazione apparentemente irrisolvibile, fornendo una soluzione artificiosa a quella situazione» hanno dichiarato Cordì e Albanese. In questo senso, l’espediente diventa il «perturbante» del quale parlava Sigmund Freud. La domanda finale non è più se l’intelligenza artificiale sia in grado di avere coscienza, ma se la «nuova coscienza» dell’umanoide Ava possa costituire un «punto di vista» in grado di interpretare il mondo dalla parte degli androidi?

La proiezione sarà seguita da un dibattito aperto al pubblico.

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