RIFF_Kids trasforma Reggio in un laboratorio culturale: mille studenti tra cinema, archeologia e nuove visioni del presente
Dal 21 al 23 maggio il festival dedicato alle scuole porta in città proiezioni, incontri e la masterclass di Fabio Mollo per avvicinare i giovani al linguaggio cinematografico
Tre giorni in cui il cinema smette di essere semplice visione e diventa esperienza, linguaggio, strumento di conoscenza. Dal 21 al 23 maggio 2026, Reggio Calabria ospita RIFF_Kids, la sezione del Rhegion International Film Festival dedicata alle scuole, che porterà oltre 1000 studenti tra il Cinema Odeon e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, coinvolgendoli in matinée, attività didattiche e momenti di confronto diretto con il cinema contemporaneo.
Uno dei momenti dedicati alla formazione sarà la masterclass di Fabio Mollo, con partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti, in programma il 21 maggio presso l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti, dedicata al rapporto tra cinema e patrimonio culturale. Un incontro pensato non come lezione frontale, ma come spazio di dialogo vivo tra autore e studenti, in cui il cinema diventa strumento per leggere il presente attraverso le immagini.
Ma il cuore del festival resta la selezione cinematografica, che attraversa linguaggi e geografie diverse, offrendo agli studenti un confronto diretto con il documentario e le sue molteplici forme.
Tra i titoli in programma spicca FII – Lo stupore del mondo di Alessandro Rak, cortometraggio d’animazione presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che restituisce una rilettura originale e visionaria della figura di Federico II, celebrandone la complessità e la straordinaria modernità attraverso un linguaggio accessibile e insieme colto.
Un altro corto d’animazione è S’Ozzastru di Carolina Melis, il racconto di un albero millenario, ambasciatore resiliente della natura e testimone silenzioso della storia.
Accanto a questi, Hema. Una storia di castellieri di Francesca Mucignato, che esplora le radici archeologiche del territorio attraverso un racconto capace di coniugare divulgazione e sensibilità narrativa, e L’uomo di Val Rosna di Stefano Zampini, che intreccia paesaggio e memoria individuale, restituendo una riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente.
Particolare rilievo assumono anche Army of Lovers di Lefteris Charitos e Il segreto della Dea di Lorenzo Antonioni, due opere che, pur muovendosi in ambiti differenti, condividono una forte tensione tra racconto storico e costruzione simbolica.
Il film di Charitos rilegge la storia del Battaglione Sacro di Tebe restituendone non solo il valore militare, ma anche la dimensione umana e identitaria, aprendo a una riflessione contemporanea sul tema delle relazioni e delle comunità.
Il segreto della Dea, invece, si muove tra archeologia e mito, costruendo un racconto stratificato in cui la ricerca scientifica si intreccia con il fascino del racconto simbolico, restituendo al patrimonio una dimensione narrativa capace di coinvolgere e interrogare lo spettatore.
A rendere ancora più significativa l’esperienza sarà la presenza in sala degli autori, che accompagneranno le proiezioni dialogando direttamente con gli studenti. Tra gli ospiti attesi Alessandro Rak, Lorenzo Antonioni, Francesca Mucignato, Carolina Melis e Stefano Zampini, protagonisti di incontri che rappresentano uno degli elementi più qualificanti del progetto: il contatto diretto tra chi il cinema lo realizza e chi si avvicina ad esso come spettatore consapevole.
Il percorso si concluderà il 23 maggio con la cerimonia di premiazione del RIFF_Kids 2026, durante la quale sarà il pubblico studentesco ad assegnare il premio al miglior film, e con la proiezione in anteprima del documentario «La necropoli ellenistica di Rhegion: il report dei recenti scavi», diretto da Lorenzo Daniele e commissionato dal MArRC.
Un lavoro che assume un valore particolare perché documenta gli scavi più recenti condotti proprio sotto l’area del Museo, riportando alla luce tombe ellenistiche rimaste intatte sin dagli interventi degli archeologi Paolo Orsi ed Edoardo Galli nei primi del Novecento. Un racconto che non è soltanto scientifico, ma anche simbolico: uno sguardo che attraversa il tempo e restituisce continuità tra ricerca archeologica e narrazione contemporanea.
«RIFF_Kids è un progetto che nasce da una convinzione semplice ma urgente», dichiarano i direttori artistici Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio. «Oggi più che mai è necessario insegnare a guardare. Il cinema, se inserito in un percorso educativo, diventa uno strumento capace di sviluppare senso critico e consapevolezza. Non portiamo soltanto gli studenti al cinema: costruiamo con loro un’esperienza che li rende parte attiva del processo culturale».
Sottolinea il valore dell’iniziativa anche il direttore del MArRC, Fabrizio Sudano: «Il Museo si apre al linguaggio del cinema per dialogare con le nuove generazioni. RIFF_Kids rappresenta un’opportunità concreta per connettere il patrimonio archeologico con nuove forme di racconto, rendendo i giovani protagonisti di un processo culturale vivo».
Il progetto è realizzato dall’Associazione Culturale Archeovisiva ETS nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola (CIPS), promosso dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in partenariato con il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la Cineteca della Calabria, l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e il Circolo del Cinema “C. Zavattini”.
Tre giorni, dunque, in cui il cinema torna alla sua funzione più profonda: non solo raccontare, ma formare, interrogare e mettere in relazione. E, soprattutto, insegnare a guardare.