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29/08/2026 ore 15.00
Cultura

Scavi archeologici piazza Garibaldi a Reggio, il tempio di età Augustea torna a “respirare”. Ma quali prospettive?

Una pulizia straordinaria ha restituito decoro all'importante sito culturale nel centro storico della città. Tuttavia il rischio di nuovo degrado già incombe. Ancora disponibili i fondi del Mic per il prosieguo delle indagini archeologiche

di Anna Foti

Si è fatto attendere l'intervento di pulizia dell'area archeologica di piazza Garibaldi, nella quale le stratificazioni attraversano oltre due mila anni di storia nel centro storico di Reggio Calabria. Adesso il tempio di età Augustea, forse di prima età Giulio Claudia, dunque dei primissimi decenni del I secolo d.C., rinvenuto laddove un tempo sorgeva l'area sacra della città antica, torna finalmente a respirare. L'attività di Castore ha restituito decoro al sito culturale che però allo stato resta ancora senza una visione chiara circa il suo futuro. 

Ancora nessun bando per la sua gestione, mentre l'inciviltà di chi ha già ricominciato a buttare rifiuti al di là della ringhiera continua a manifestarsi. Una inciviltà che, unitamente all'incuria e all'assenza prolungata di pulizia (in capo al Comune), aveva notevolmente degradato l'area che continua ad essere a rischio.

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Dopo gli interventi alle Mura greche e alle Terme Romane, nei giorni scorsi anche la pulizia straordinaria (che in realtà dovrebbe essere ordinaria) di questa area, il cui primo intervento di valorizzazione è stato già segnato da stalli, impasse e ritardi. Da un anno ormai avrebbe dovuto essere aperto al pubblico come da progetto. Invece questi scavi, per quanto dalla scorsa estate già visibili dalla ringhiera, non sono stati mai accessibili al pubblico. 

Questa pulizia segna un altro tassello dell'operazione Decoro del sindaco Cannizzaro. E tuttavia è stato lo stesso primo cittadino nel suo recente sopralluogo a registrare la presenza di nuovi rifiuti. «Non arretreremo di un millimetro», ha dichiarato e allora sarà necessario che lo spazio sia gestito, sia fruibile e accessibile per evitare nuovi accumuli oltre che vegetazione incolta e abbandono. Occorre un definitivo inizio per questo sito culturale. Adesso se ne può godere anche se solo dalla ringhiera. Ma certamente l'area è di pregio e merita molto di più.

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L'area sarà inoltre interessata da altre indagini archeologiche. Nonotante la mancata apertura, la soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia ha comunque lavorato alla progettazione di fattibilità per l'intervento finanziato dal Mic con un importo (dunque non perduto) di 400 mila euro.