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03/02/2026 ore 07.39
Cultura

Tutto pronto per Calabrie Fes Festival: il Sud che pensa il futuro

A Reggio Calabria il 4 e 5 febbraio 2026 prende il via il Calabrie Fes Festival: storia, pensiero e visioni dal Sud con Gino Mirocle Crisci, Daniel Cundari e Maria Barillà

di redazione

Il Calabrie Fes Festival – Pensiero in movimento dal Sud è pronto a partire. Mercoledì 4 e giovedì 5 febbraio 2026 apre ufficialmente i suoi lavori allo spazio Open di Reggio Calabria, dando avvio a un percorso culturale destinato a proseguire per tutto l’anno. Calabrie Fes è un Festival che nasce in Calabria, ma che guarda lontano, con l’ambizione di leggere il presente e immaginare il futuro a partire dalle sue radici più profonde.

Il Calabrie Fes Festival è promosso dall’Osservatorio Da Sud, insieme a Spazio Open, Med Media e al quotidiano culturale CULT – Cultandsocial.it, media partner dell’iniziativa.
È un progetto che prende forma in una terra segnata da fragilità strutturali, ma anche da una diffusa capacità di resistenza civile, sociale e culturale. «Nato dall’impegno dell’associazione Cabalovo – spiega Gianni Votano, portavoce dell’Osservatorio da Sud – il Festival è pensato come un laboratorio permanente di idee, al fine di costruire nuovi strumenti di lettura delle criticità del nostro tempo, unendo pensiero e azione, dimensione locale e sguardo globale».

Il Calabrie Fes Festival è strutturato in tre sessioni tematiche annuali – Filosofia, Economia e Storia, da cui l’acronimo FES – con l’obiettivo di affrontare le grandi questioni della contemporaneità attraverso un approccio integrato e accessibile, ispirato al pensiero complesso di Edgar Morin.

La seconda sessione dedicata all’Economia è in programma dal 23 al 25 giugno 2026 a Reggio Calabria, mentre la terza sessione, dedicata alla Filosofia, è prevista dal 22 al 24 settembre 2026. Un percorso pensato per accompagnare il pubblico lungo tutto l’anno, intrecciando analisi, memoria e visioni.

Accanto al Festival, l’Osservatorio Da Sud ha già avviato iniziative concrete come il progetto di microfinanza “Tracciare la rotta”, contro la violenza economica di genere, realizzato con MAG delle Calabrie e la Piccola Opera Papa Giovanni – CAV Angela Morabito.

La prima sessione, dedicata alla Storia, si svolgerà il 4 e 5 febbraio 2026 presso Spazio Open, in via Filippini 23 a Reggio Calabria, in coincidenza con l’anniversario dei grandi terremoti del 1783.

Il titolo scelto, “Lo spartiacque della Calabria: il 1783 e i grandi terremoti”, richiama un evento che ha segnato non solo la morfologia del territorio, ma anche la storia culturale e sociale della regione, lasciando tracce ancora visibili nel presente.

Ad aprire la prima giornata, alle ore 17.30, sarà Gino Mirocle Crisci, già rettore dell’Università della Calabria, con l’intervento “La storia geologica della Calabria e il sisma del 1783”.
Crisci è stato professore ordinario di Petrografia, Mineralogia e Petrologia, direttore di Dipartimento e preside di Facoltà, oltre che promotore di numerose conferenze nazionali e internazionali sui temi del rischio geologico e vulcanico.

Alle ore 19.15 interverrà Daniel Cundari con “Una catastrofe psicocosmica e la parola tellurica”.
Poeta, scrittore e performer plurilingue, Cundari è attivo sulla scena culturale internazionale ed è fondatore della Piccola Biblioteca di Cuti a Rogliano, nel Parco nazionale della Sila.

La seconda giornata si aprirà alle ore 17.30 con l’intervento di Maria Barillà, dal titolo “La ‘provvida sventura’ e il passato che non passa: i tremuoti del 1783 tra aspirazioni riformistiche e persistenze”.
Storica free-lance e allieva di Angelo D’Orsi, Barillà ha collaborato con Antonio Nicaso e Nicola Gratteri ed è coautrice di importanti studi sulla storia sociale e criminale della Calabria.