Un palco, mille storie: il Metropolitano riaccende Reggio
Presentata al DLF la seconda rassegna 2026 del Cineteatro Metropolitano: nove appuntamenti tra teatro, musica e recital, una scuola di teatro e nuovi progetti per il 2027
Nove appuntamenti per dare voce alle storie, alle tradizioni e alla creatività del territorio. È stata presentata questa mattina, nel salone del Dopolavoro ferroviario di Reggio Calabria, in via Caprera 2, la seconda rassegna 2026 del Cineteatro Metropolitano, intitolata Un palco per la città. Un cartellone che, da ottobre a dicembre, intreccia teatro, musica, recital e commedia, con l’obiettivo di rendere il palcoscenico uno spazio aperto alla città e alle realtà artistiche locali.
La rassegna è promossa dal DLF di Reggio Calabria, presieduto da Nino Malara, con la direzione artistica di Antonio Calabrò, in collaborazione con il quotidiano Cult and social, Radio Touring e L’Amaca.
«Abbiamo sempre cercato di dare un senso alle nostre proposte, attraverso la ricerca interiore e quella dell’identità del territorio», ha spiegato Calabrò, ricordando i 67 spettacoli realizzati in dieci anni, repliche escluse, e l’avvio del suo quarto anno alla direzione artistica. «L’idea è che il piccolo teatro del Dopolavoro ferroviario diventi il palcoscenico di Reggio e della sua provincia». Un progetto che punta sulla qualità delle proposte, sulla libertà artistica e sulla valorizzazione delle realtà culturali locali, anche in un contesto segnato dalla carenza di infrastrutture dedicate alla cultura.
Il presidente Nino Malara ha sottolineato il valore della collaborazione: «Parliamo di tante iniziative messe insieme, di un progetto che vuole offrire un palco alla città. È una rassegna ricca, costruita con serietà e con persone di spessore culturale». Malara ha inoltre anticipato nuove iniziative del DLF, tra cui una stagione culturale con compagnie teatrali, presentazioni di libri, il concorso nazionale di poesia dedicato a Italo Falcomatà e appuntamenti solidali. Ha anche annunciato un progetto nazionale dedicato alle compagnie teatrali dei Dopolavoro ferroviari, previsto indicativamente per la primavera del 2027.
Tra i punti centrali del cartellone figura la valorizzazione del dialetto calabrese, con due appuntamenti curati dal dottor Arturo Cafarelli, dedicati ai grandi poeti dialettali reggini. La musica sarà protagonista con i Triggitani e il concerto dedicato a Django Reinhardt; spazio anche alla compagnia Maldiscena, ad Adriana Eloise Cuzzocrea e Robert Piazzolla, alla Velvet Noise Band, a Emilio Sorridente Band e alle proposte teatrali di Metropolis e L’Amaca. Il recital Un altro me, dedicato a Lucio Dalla, vedrà la partecipazione di Roberto Bomafferi e del quartetto d’archi Velada.
La conferenza stampa è stata anche l’occasione per presentare il percorso della scuola di teatro Itaca, realizzata in collaborazione con il DLF. Sergio Nicolaci e Ivana Antic, fondatori dell’associazione culturale Itaca e docenti della scuola, hanno illustrato un progetto che affianca alla recitazione lo studio della drammaturgia, della costruzione scenica e dei costumi, con l’obiettivo di accompagnare gli allievi fino alla creazione di uno spettacolo originale.
«Il teatro è libertà: ognuno può utilizzarlo per parlare di ciò che vuole, dai temi più leggeri a quelli socialmente impegnati», ha affermato Nicolaci, sottolineando che il nuovo anno accademico, avviato a ottobre e in programma fino a maggio-giugno 2027, registra già un numero di iscritti più che raddoppiato rispetto al primo corso sperimentale.
Il calendario si aprirà sabato 24 ottobre alle 18.30 con il recital Ieu scrivu comu nasciunu i palori, a cura di Arturo Cafarelli, con Enzo Schiavone e Antonio Calabrò. Presenta Rita Nocera, con Antonia Tripodi alla fisarmonica e Antonio Rasconà alla chitarra.
Seguiranno il concerto Di necessità virtù. La chitarra di Django il 30 ottobre e, a novembre e dicembre, spettacoli, recital e concerti fino all’appuntamento conclusivo del 18 dicembre con Ieu scrivu comu nasciunu i palori 2.
Il contributo d’ingresso è di 10 euro, ridotto a 5 euro per i soci del Dopolavoro ferroviario, dell’Auser, di Cartoline Club e de L’Amaca.
La rassegna proseguirà nel 2027 con una seconda parte del programma.