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27/05/2026 ore 08.28
Cultura

Una Turandot senza tempo incanta Locri: tributo a Puccini

A tenere le fila dell'intera esecuzione, al piano il Maestro Gianluca Marcianò che ha saputo restituire alla tastiera l'ampiezza sinfonica della partitura pucciniana con la sensibilità maturata sui grandi palcoscenici internazionale. Teresa Timpano, voce narrante di grande misura, sui testi firmati da Franco Marzocchi

di Redazione

Sul palco del Teatro Palazzo della Cultura di Locri sanato 16 maggio è andato in scena "Il Racconto di Turandot – 1926-2026: l'opera senza tempo", omaggio dell'Accademia Senocrito al capolavoro di Giacomo Puccini nel centenario della prima rappresentazione. L'appuntamento, di punta del XX Festival di Musica Classica della Locride, è inserito nel progetto "La Calabria che incanta" della Regione Calabria.

Una formula vincente, quella scelta per la serata: arie pucciniane intrecciate alla narrazione scenica, in un viaggio drammaturgico che ha restituito al pubblico non solo la bellezza della partitura, ma anche la trama e i conflitti dell'ultimo capolavoro del compositore lucchese. A condurre gli spettatori attraverso la storia è stata l'attrice Teresa Timpano, voce narrante di grande misura, sui testi firmati da Franco Marzocchi.

Nei panni della gelida principessa, il soprano lituano Karolina Glinskaite ha offerto una Turandot di notevole spessore, affrontando con sicurezza la celebre "In questa reggia". Accanto a lei, il soprano Roberta Panuccio ha disegnato una Liù di toccante lirismo: la sua "Tu che di gel sei cinta" ha strappato al pubblico applausi commossi. Il tenore Mauro Secci ha dato voce a Calaf con squillo generoso, e la sua interpretazione di "Nessun dorma" è stata accolta da un'ovazione spontanea che ha interrotto a lungo la serata. Il basso Antonio De Gobbi ha tratteggiato un Timur intenso soprattutto nel momento della morte di Liù.

A tenere le fila dell'intera esecuzione, dal pianoforte, il Maestro Gianluca Marcianò, che ha saputo restituire alla tastiera l'ampiezza sinfonica della partitura pucciniana con la sensibilità maturata sui grandi palcoscenici internazionali.

Con il ventennale, il Festival di Musica Classica della Locride conferma la propria vocazione internazionale e la capacità di portare in Calabria interpreti di primo piano, in un territorio che dimostra ogni volta di saperli accogliere con calore.