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20/05/2026 ore 11.25
Cultura

Università Mediterranea, nuova offerta formativa e diritto allo studio, Zimbalatti: «Così costruiamo opportunità per i giovani»

Presentato l’anno accademico 2026/2027 dell’ateneo reggino: debutta il nuovo corso in Biotecnologie per la sostenibilità, crescono le immatricolazioni e si rafforzano servizi, orientamento e collegamenti con il mondo del lavoro. Zimbalatti: «Dobbiamo essere argine alla fuga dei talenti»

di Aldea Bellantonio

Un’università che punta a crescere insieme al territorio, rafforzando il diritto allo studio, ampliando l’offerta formativa e investendo sui giovani. È il messaggio lanciato dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria nel corso della presentazione dell’offerta formativa per l’anno accademico 2026/2027, una giornata che ha coinvolto centinaia di studenti delle scuole superiori, docenti, rappresentanti istituzionali e ospiti.

Ad aprire la presentazione è stato il rettore Giuseppe Zimbalatti, che ha illustrato le novità dell’offerta formativa e i risultati raggiunti dall’ateneo nell’ultimo anno.

«Oggi presentiamo l’offerta formativa dell’anno accademico 2026-2027 che, sul solco degli anni precedenti, è ricca di novità», ha dichiarato il rettore, indicando come principale innovazione l’attivazione del nuovo corso di laurea in “Biotecnologie per la sostenibilità”.

«È un’area di interesse didattico e scientifico molto attuale e molto attrattiva e siamo convinti che con questa nuova attivazione possiamo rendere un ulteriore servizio al territorio, consentendo a quanti più giovani possibile di fermarsi qui, all’Università di Reggio Calabria».

Il nuovo corso rappresenta il sesto percorso di studi attivato negli ultimi tre anni dall’ateneo reggino.

Zimbalatti ha poi evidenziato i dati sulla crescita delle immatricolazioni: «Il bilancio dell’ultimo anno possiamo definirlo assolutamente positivo. Abbiamo incrementato di oltre il 15% le immatricolazioni rispetto all’anno precedente e di oltre il 35% rispetto ai due anni precedenti».

Numeri che, secondo il rettore, testimoniano un crescente apprezzamento da parte di studenti e famiglie: «È il segno di una presenza che comincia a essere sempre più gradita dai giovani e dalle famiglie».

L’obiettivo dell’università resta quello di contrastare l’emigrazione giovanile e rafforzare il ruolo dell’istruzione universitaria come strumento di crescita sociale.

«Il nostro compito è fare da argine alla fuga dei talenti, dei tantissimi talenti che vanno via. Vogliamo convincere sempre più famiglie e ragazzi a iscriversi all’università come ascensore sociale e, se possibile, alla nostra università perché l’offerta formativa si sta sempre più arricchendo».

L’offerta formativa 2026/2027 comprende 28 corsi di laurea tra triennali e magistrali, cinque dottorati di ricerca, undici master di primo e secondo livello, corsi di formazione iniziale e abilitazione docenti e una scuola di specializzazione per le professioni legali.

Tra i corsi triennali figurano Biotecnologie per la sostenibilità, Design, Infermieristica, Ingegneria Gestionale, Ingegneria Meccanica, Scienze Economiche, Scienze Motorie e Diritto dello Sport, Scienze Forestali e Ambientali e Scienze e Tecnologie Alimentari e Gastronomiche.

Ampia anche l’offerta magistrale con percorsi in Economia, Ingegneria Civile, Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni, Design per le culture mediterranee, gestione sostenibile dell’ambiente e dell’energia, oltre ai corsi a ciclo unico in Architettura, Giurisprudenza e Scienze della Formazione Primaria.

L’ateneo conta oggi 5704 iscritti, con il 77% degli studenti in corso. Crescono anche gli immatricolati e i laureati entro la durata normale del percorso di studi. La Mediterranea dispone inoltre di cinque dipartimenti, dieci macro-aree didattiche, 83 aule e 81 laboratori.

Grande spazio è stato dedicato al tema dell’orientamento universitario. La professoressa Marzullo ha spiegato come la Mediterranea abbia costruito «un sistema di orientamento basato su percorsi mirati e interventi differenziati», in costante dialogo con scuole, enti di formazione e agenzie del lavoro.

«La nostra idea di orientamento si fonda sull’interlocuzione costante con le scuole, con i centri di formazione professionale, con le altre università e con le agenzie per il lavoro, in una prospettiva di rete che si faccia sintesi degli obiettivi dell’Agenda 2030».

Particolare attenzione è stata dedicata anche all’orientamento in itinere e al benessere degli studenti. Grazie al progetto PROBENY è stato attivato uno sportello di counseling coordinato dal professor Giulio D’Urso.

«L’università non pensa solo all’orientamento in ingresso, ma anche all’orientamento in itinere», ha spiegato Marzullo, sottolineando il ruolo del supporto psicologico e motivazionale per gli studenti.

Sul fronte del diritto allo studio è intervenuto il professor Taccone, delegato ai servizi agli studenti, che ha definito il diritto allo studio «un pilastro fondamentale» soprattutto per un territorio come quello calabrese.

Nel corso dell’ultimo anno accademico sono state erogate 2190 borse di studio su circa 5700 iscritti, un dato superiore al 35% della popolazione studentesca dell’ateneo.

«Riusciamo ormai da tanti anni a garantire le borse di studio a tutti gli aventi diritto», ha spiegato Taccone.

L’università sta inoltre investendo nei servizi abitativi e negli spazi per gli studenti, anche attraverso il recupero del complesso Monforte, destinato a ospitare posti letto, aree per la socialità e impianti sportivi.

Durante la presentazione è stata illustrata anche la misura regionale del “Reddito di Merito”, pensata per contrastare la fuga dei cervelli e sostenere gli studenti più meritevoli.

Il contributo economico previsto varia in base alla media degli esami:

500 euro mensili per media tra 27 e 28;

750 euro per media tra 28 e 29;

1000 euro per media pari o superiore a 29.

A prendere la parola è stato anche Andrea Fuda, presidente del Consiglio degli studenti, che ha evidenziato il dialogo costante tra governance universitaria e rappresentanze studentesche nella costruzione dell’offerta formativa.

«Questa governance ha mantenuto nel tempo un dialogo costante con le rappresentanze studentesche e con i vari organi istituzionali», ha dichiarato, spiegando come nei corsi di laurea siano presenti comitati di indirizzo composti da studenti, professionisti e rappresentanti delle istituzioni.

Secondo Fuda, il punto centrale dell’offerta formativa deve essere la spendibilità concreta dei percorsi universitari nel mondo del lavoro.

«Noi studenti non cerchiamo solo un titolo di studio, ma un titolo spendibile nel mercato del lavoro», ha spiegato, sottolineando il ruolo del placement universitario e delle attività organizzate dall’ateneo per favorire l’incontro con le aziende.

In quest’ottica, il 10 e il 15 giugno la Mediterranea ospiterà il “Professional Day”, iniziativa dedicata al confronto tra studenti e realtà professionali.

Fuda ha inoltre ringraziato il settore orientamento per il lavoro svolto insieme alle scuole superiori della provincia e della Calabria attraverso seminari e incontri dedicati alla promozione dei corsi di studio e della città di Reggio Calabria come realtà universitaria.

A chiudere gli interventi istituzionali è stato il direttore generale dell’ateneo, Pietro Fotia, che ha rilanciato il tema degli investimenti sugli spazi universitari e sulla qualità della vita studentesca.

«Mentre il mondo cade a pezzi, noi creiamo nuovi spazi», ha affermato, spiegando come l’università stia lavorando per realizzare «spazi per la cultura, spazi per la persona».

Fotia ha parlato di campus, impianti sportivi e nuovi luoghi di aggregazione pensati per le nuove generazioni.

«È il segno di un’università che non attende il futuro ma cerca di prepararlo», ha dichiarato, indicando come obiettivo quello di trasformare «i bisogni del territorio e dei giovani in opportunità reali».

Nel corso della giornata spazio anche a Luca Abete, ospite del progetto “Non ci ferma nessuno”, accolto dagli studenti dell’Aula Magna.

«Reggio per noi è un punto di riferimento importante. Ho una predilezione per le università del Sud», ha dichiarato Abete.

L’inviato televisivo ha poi rivolto un messaggio ai ragazzi presenti: «Abbiamo bisogno di giovani vincenti. L’università, lavorando in questo modo, sicuramente li può creare».