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08/07/2026 ore 18.59
Cultura

Visioni Collettive: San Ferdinando esplora il “tempo lineare” tra storia, porto e futuro

Dal 9 luglio quattro giorni di rigenerazione urbana in Piazza Convento. Un ricco programma di laboratori, dibattiti e spettacoli per rileggere l'identità e le prospettive del territorio

di redazione

Al via da giovedì 9 luglio la 4° edizione di “Visioni Collettive”, il festival di rigenerazione urbana organizzato a San Ferdinando da Disìo, insieme ad Architensions NY e Kiwi. Quattro giorni di laboratori, approfondimenti, focus e spettacoli raccolti quest’anno nel tema “Tempo Lineare”, per proporre una rilettura storica del piccolo centro dell’area portuale gioiese capace di diventare una scintilla culturale per prevedere le dinamiche future. Un festival che gode del supporto dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Gianluca Gaetano e che, come al solito, si fa contenitore provocatorio spaziando, in questa occasione, dall’Economia all’Antropologia, dall’Archeologia al Diritto.

Una kermesse variegata che fin qui si è dimostrata, grazie al coinvolgimento di generazioni di ogni età, anche una efficace leva di nuove relazioni offerte alla comunità che ogni sera dalle 21 si ritroverà nella storica piazza Convento, per godere anche degli stuzzicanti effetti della brezza di mare e del panorama puntellato dalle vicine gru del porto container.

Il tema scelto da Disìo, l’associazione presieduta da Rosamaria Loiacono, che si svilupperà a partire dalla prima serata con la proiezione del documentario “Uncovered Rome” – in anteprima pubblica dopo la Festa del Cinema di Roma 2025 – si fonda sull’idea di San Ferdinando archetipo delle tante declinazioni e contraddizioni del tempo pur nel suo apparente, normale scorrere. Un’idea di linearità complessa e variegata del tempo, introdotta dall’archeologo Gianluca Sapio e approfondita da Fabrizio Mollo, docente dell’Università di Messina, dalla regista Giulia Randazzo e dall’attore Giuseppe Lino - firme del lavoro spettacolare e divulgativo curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma con la casa di produzione Daitona – che, offrendo spunti interessanti per “un nuovo modo e diverso di raccontare l’archeologia”, consentirà pure di spostare fino al Neolitico le prime tracce umane, in un territorio comunale che fin qui era stato scandagliato solo dall’Ottocentesca fondazione del villaggio borbonico, da cui nacque l’odierna San Ferdinando.

Un tempo che dunque nel Festival scavalla, per ricongiungersi al presente e al futuro dei record del porto gioiese illustrati nella serata dell’11 luglio dal presidente Paolo Piacenza, che dialogherà con la storica e delegata UNESCO, Patrizia Nardi, e il docente dell’Ateneo di Messina, il giurista Edmondo Mostacci. Scandagli sulla Geografia dei luoghi e sulla Cultura della popolazione che, come è consuetudine in un festival non a caso patrocinato anche dalla Regione, dall’Autorità di Sistema Portuale MTMI, dal Comune di San Ferdinando, dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e dalla Fondazione Italia Patria della Bellezza, invererà nuove contaminazioni tra aree interne e costiere nell’ultima serata con un talk a cui parteciperà l’architetta e ricercatrice del Cnr, Maria Scalisi, mentre un radar quanto mai competente sui conflitti mondiali in corso verrà offerto dall’esperto di geopolitica Marco Rota, per finire con la presentazione degli esiti di un questionario che dà voce e spazio allo sguardo dei giovani studenti calabresi sulla loro terra.

Nel ricco fine settimana, che grazie al festival sanferdinandese comincerà da giovedì, spazio anche al laboratorio con ragazzi “Presente!” a cura dell’artista Lidia Di Girolamo del Centro Produzione Teatrale della Calabria Dracma (l’11 luglio alle 17:30) e alla performance “Tamburo è voce” del cantastorie Nando Brusco (l’11 luglio alle 22.30). Le serate saranno moderate, rispettivamente, da Andrea Muratore, Agostino Pantano e Francesco Barbalace.