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23/04/2026 ore 19.12
Economia e lavoro

Area integrata dello Stretto, confronto tra la Cisl di Reggio e Messina

Esperti e docenti universitari per una proposta che veda una nuova fase di protagonismo dello Stretto nel Mediterraneo. «E il Ponte sarà un moltiplicatore di opportunità»

di Redazione

La Cisl Messina e la Cisl Reggio Calabria avviano il percorso che guarda ad area integrata dello Stretto lanciando un Patto sociale per potenziare la sinergia tra Messina e Reggio che sia anche uno strumento di propulsione per l’avvio di azioni con la partecipazione di tutte le forze istituzionali e sociali, guardando ai giovani.

È la proposta che viene fuori dall’evento “Area Integrata dello Stretto tra rapporto con il mare, sviluppo, lavoro e coesione” organizzato alla Camera di Commercio dalla Cisl di Messina e dalla Cisl di Reggio Calabria al quale hanno partecipato sindacalisti, rappresentanti delle associazioni ed accademici.

Un evento che ha ripercorso, grazie all’intervento del prof. Josè Gambino, la storia della conurbazione dello Stretto, «trait d’union dei commerci tra Sicilia e Calabria, con il porto di Messina che aveva un ruolo tra i più importanti dei flussi commerciali in Europa. All’inizio del ‘900 Messina era il più importante snodo per il transito delle assenze agrumarie, ad esempio», ha detto Gambino.

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, Francesco Rizzo ha sottolineato l’importanza della presenza del pontile di Giammoro «che può far diventare Milazzo complementare al porto di Gioia Tauro e – ha aggiunto - non escludiamo di estendere il nostro raggio d’azione anche ai porti delle Eolie come ci chiede il Ministero». Rizzo ha anche evidenziato quello che potrà essere il porto di Saline Ioniche. «Abbiamo interloquito anche con la Stretto di Messina per capire se possa esserci un interesse nell’ambito della realizzazione del Ponte sullo Stretto. Abbiamo firmato l’accordo per un investimento di Msc su un nuovo terminale e pensiamo, così, di raggiungere un milione di passeggeri crocieristi, mentre su Reggio Calabria indirizzeremo il segmento luxury».

Articolato l’intervento del segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi, che ha sottolineato l’importanza del «mare come interconnessione per il territorio ed i popoli. Disoccupazione e spopolamento, contratti part time o in nero non rendono attrattivo il territorio. Occorre – ha detto Alibrandi – creare all’interno delle infrastrutture del porto investimenti che portino reddito al territorio. Abbiamo le Zes , le aree artigianali e industriali, anche se nessuno ne parla, aree dismesse come ex Sanderson e ferroviarie. Lì si può investire per la riqualificazione urbana».

Alibrandi ha affrontato anche il tema del porto di Tremestieri. «È un’opera strategica che serve a liberare il porto storico e il waterfront per interconnettere quell’area in chiave turistica e sociale, ridando vita all’economia cittadina. È un progetto partito male ma adesso bisogna fare sistema, insieme, per portarlo a compimento. E accanto al porto rimodernare quelle aree artigianali e industriali abbandonate e renderle interconnesse garantendo la continuità territoriale così da rendere le aziende pensiamo dell’agroalimentare o del florovivaismo, in grado di competere sui mercati».

Ultimo tema approfondito da Alibrandi è quello del Polo delle biodiversità con il grande acquario dello Stretto. «Può essere un valore aggiunto utilizzando le zone dell’ex Sanderson o le aree dismesse della ferrovia. In Italia non c’è una facoltà biomarina a sud di Genova e Messina, interfacciandosi con il Museo del mare a Reggio, può diventare strategica. Recuperando anche la cantieristica navale e investendo nella blue economy».

Si è inserito in questo contesto anche l’intervento del segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale dei mari del Tirreno Meridionale e dello Ionio, Pasquale Faraone, che ha lanciato la scommessa per il porto di Gioia Tauro: «Diventare il punto di riferimento della logistica intermodale di tutto il centro sud. Presenteremo presto la richiesta per il riconoscimento come interporto perché può diventare un polo logistico sfruttando anche il Ponte sullo stretto e diventando il terminale della grande area logistica dello stretto».

Nausica Sbarra, segretaria generale della Cisl Reggio Calabria ha sottolineato come l’Area integrata dello Stretto «rappresenta oggi uno dei più rilevanti snodi strategici per il futuro del Mezzogiorno e dell’intero Paese. L’ ambito tra Reggio Calabria e Messina deve essere visto come un sistema territoriale unitario, capace di generare sviluppo, lavoro e coesione sociale. Il mare non dev’essere un confine, ma una risorsa su cui costruire crescita e connessioni, trasformando lo Stretto in un hub naturale tra Europa, Asia e Africa.

Per realizzare questa vocazione è necessario passare da una posizione geografica favorevole a una capacità concreta di intercettare e valorizzare i flussi economici e commerciali. Il Mediterraneo - ha aggiunto - è tornato ad essere un area strategica: un’opportunità per lo Stretto di diventare un punto di riferimento stabile, trasformando i flussi commerciali e turistici in valore per il territorio».

Il presidente della Camera di Commercio, Ivo Blandina, ha invece ricordato il forte impatto della blue economy. «Dalla pesca al turismo, sino ai balneari. E abbiamo sotto gli occhi cosa si riesce a fare col crocierismo in appena 1,5 km di banchina. Dobbiamo ragionare su come migliorare quello che c’è».

Il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, ha invitato a parlare di «Area integrata anche senza aspettare il Ponte. Sono temi si devono poi mettere insieme. L’area integrata dello Stretto non può essere un esperimento urbanistico ma una soluzione per evitare l’isolamento dal sud Italia. Questo tema va affrontato anche per capire che futuro dare ai nostri giovani. Si potrà parlare di area integrata solo quando il costo per andare da Messina a Reggio sia lo stesso di una metropolitana in Europa. Con orari anche notturni che favoriscano l’interazione tra città».

Giuseppe Lavia, segretario generale della Cisl Calabria, ha ribadito la necessità di un Patto. «È la via maestra. Il Ponte è una infrastruttura ma non l’unica, dovrà essere il catalizzatore di altre opere come l’alta velocità a terra. E poi bisogna coinvolgere il sistema universitario come centro nevralgico di ogni progetto di sviluppo».

Per l’economista e professore Michele Limosani, sull’area integrata dello Stretto dovranno essere «le Città metropolitane il motore del processo di integrazione. Diano vita ad un tavolo tecnico politico di confronto e coordinamento permanente per avviare questa integrazione. Sia una legge a definirla anche nei perimetri. E rilanciamo il collegamento rapido con l’aeroporto dello Stretto con un terminal check-in a Messina. Ragioniamo come City airport per implementare il turismo: mi piacerebbe che i vettori vendessero il Milano-Lipari, con l’arrivo delle valigie direttamente nelle isole delle Eolie. E a proposito di università si ragioni per strutturare un’offerta formativa per il Politecnico dello Stretto: trasporti e logistica, bioarchitettura, economia e sicurezza del mare, ecco quali possono essere i punti di forza».

Le conclusioni sono state affidate ad Andrea Cuccello, segretario nazionale della Cisl che ha portato in apertura il saluto di Daniela Fumarola, assente dell’ultimo minuto per un improvviso ed inderogabile impegno. «Stiamo dentro un quadro economico mai visto – ha ricordato Cuccello – c’è un’azione messa in atto con il PNRR che ha dato al Mezzogiorno una parte importante di risorse con il finanziamento di opere importanti. Il Ponte è fondamentale, non credo ci possa essere ancora una ferrovia che arrivi a Villa San Giovanni, divida i treni, li imbarchi su una nave. Il Ponte cambierà la cartina geografica del Paese e sarà un moltiplicatore di opportunità».