Artigianato, UIL Calabria: «Bilateralità e FSBA strumenti decisivi per lavoro e dignità»
Nel biennio in corso 166 imprese artigiane calabresi hanno utilizzato la cassa integrazione del settore. Cassala: «Non sono numeri freddi». Senese: «Tutele universali e pienamente esigibili».
In Calabria l’artigianato non è soltanto un comparto produttivo: è una trama diffusa di lavoro, identità e coesione sociale. Un sistema fatto di botteghe, laboratori, micro e piccole imprese che rappresentano un presidio economico e civile nei centri urbani come nelle aree interne.
Nel biennio in corso, aggiornato al 5 febbraio 2026, sono 166 le imprese artigiane calabresi che hanno fatto ricorso a FSBA, il Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato che garantisce la cassa integrazione di settore. Uno strumento che ha consentito di evitare licenziamenti e assicurare continuità di reddito a lavoratrici e lavoratori.
«Non sono numeri freddi – sottolinea il coordinatore regionale Benedetto Cassala – ma aziende che hanno scelto di non licenziare e lavoratrici e lavoratori che hanno potuto continuare a contare su un reddito. È la dimostrazione concreta che la bilateralità funziona quando viene utilizzata».
Allo stesso tempo, però, la UIL Calabria invita a non abbassare la guardia. In regione il ricorso allo strumento risulta ancora meno diffuso rispetto ad altre realtà del Paese. «Non possiamo permettere che resti sottoutilizzato per mancanza di informazione o accompagnamento. Ogni impresa deve sapere che esiste questa tutela», evidenzia Cassala, ricordando inoltre che il versamento al Fondo è un obbligo di legge. «Chi non versa non solo viola una norma, ma danneggia i lavoratori e altera la concorrenza».
Il meccanismo consente di affrontare crisi produttive temporanee salvaguardando l’occupazione fino a 26 settimane nel biennio, con la possibilità, per le imprese più strutturate, di accedere anche a misure straordinarie nei casi di riorganizzazione complessa. Un modello che durante la pandemia ha dimostrato solidità, tutelando a livello nazionale centinaia di migliaia di lavoratori.
Per la Segretaria Generale della UIL Calabria, Mariaelena Senese, la difesa della cassa integrazione dell’artigianato è una questione di equità e diritti. «L’artigianato, in Calabria, non è un comparto marginale: è lavoro vero, diffuso, spesso fragile, che va difeso con strumenti adeguati e pienamente esigibili. È l’anima diffusa del nostro territorio».
Secondo Senese, garantire questi ammortizzatori significa assicurare continuità occupazionale, reddito e dignità a migliaia di lavoratori che operano in piccole realtà produttive esposte alle oscillazioni del mercato. «Non possiamo accettare che chi lavora in una bottega o in un laboratorio abbia meno diritti di altri. Le tutele devono essere universali e pienamente applicate. Il welfare contrattuale non è un favore né un tema da convegno: è una conquista sindacale che va difesa e rafforzata ogni giorno, pretendendo il rispetto delle regole e l’applicazione degli strumenti esistenti».
Da qui l’impegno ribadito dalla UIL Calabria a vigilare sugli ammortizzatori sociali, contrastare ogni forma di irregolarità e rafforzare la bilateralità – da EBAC a SanArti fino al ruolo degli RLST – affinché le tutele non restino sulla carta ma arrivino concretamente a ogni lavoratore e lavoratrice dell’artigianato calabrese.